filiera alimentare Milano

Il Digital Marketing nella filiera Agroalimentare

Le opportunità della comunicazione Digital per gli operatori della PMI nel settore agroalimentare e largo consumo.

Venerdì 15 Febbraio in Corefab si è tenuto il primo incontro organizzato da Assolombarda per gli imprenditori della filiera Agroalimentare.

Durante l’incontro Fight Eat Club, portale dedicato alle sfide culinarie fra cuochi amatoriali, ha presentato insieme alla nostra Scuola di Cucina Corefood, lo scenario del mercato digital italiano e le numerose opportunità che si possono presentare agli operatori di questo settore.

Ma cos’è il Digital Marketing?

Si tratta dell’insieme delle attività di marketing che utilizzano i canali Web per sviluppare la propria rete commerciale, analizzare i trend di mercato, prevederne l’andamento e creare offerte sul profilo del cliente TARGET.

Fight Eat Club, presente sul mercato con un’attività di video editing e un proprio marketplace di prodotti enogastronomici ha approfondito i trend digitali del settore agrofood e dei suoi prodotti di largo consumo, mettendo in evidenza che lo scenario italiano è ancora molto immaturo di fronte alla vasta possibilità di comunicazione sia online che offline.

Il mercato italiano vede l’88,7% della popolazione collegata ad Internet utilizzando quasi esclusivamente uno smartphone (80%), il fatturato e-commerce che cresce del 10% e una spesa media per famiglia nel mercato alimentare che si aggira intorno a 440€ al mese ovvero il 14,2% del budget familiare.

Nonostante questo, le vendite online di beni in Italia, in rapporto ai 59 milioni di popolazione, ci collocano tra i mercati immaturi, come Spagna e Polonia, con strutture commerciali in rete decisamente sottosviluppate, inoltre il 71% dei produttori italiani NON ha un profilo Social e/o un e-commerce asserendo come motivazioni la questione legata ai costi, allaSpazio formazione evento aziendale Corefab Cormano gestione delle spedizioni online, i metodi di pagamento e altre “scuse” che impedirebbero anche solo di pensare ad un’evoluzione del proprio metodo di lavoro.

Fight Eat Club ha presentato la propria proposta di comunicazione digitale che integra tutti i canali di divulgazione online attraverso sfide tra chef amatoriali i quali, utilizzando i prodotti forniti dai produttori della filiera, si mettono in competizione realizzando piatti sulla base delle tematiche suggerite dalla sfida.

In questo caso vengono sfruttati anche i canali offline, fondamentali per permettere ai produttori di dare visibilità “dal vivo” al proprio prodotto. Ecco perché Corefood è una delle location ideali dove poter portare i migliori chef amatoriali a sfidarsi davanti ad un pubblico che li potrà giudicare sia in location che sul sito, dove la sfida viene trasmessa in streaming.

Comunicazione online e offline si integrano per poter ricoprire, in un solo evento, tutte le opzioni di digital marketing.

Prima di buttarsi in questo tipo di attività occorre però essere preparati. Ecco perchè durante questo incontro, Stefano Galignani di Focus, ha illustrato l’importanza di avere un approccio strategico del business.

Tra le priorità dell’imprenditore che si approccia a questa nuova dinamica di comunicazione c’è l’analisi del posizionamento sul mercato, la creazione di un’organizzazione aziendale robusta e, non da ultimo, un controllo economico–finanziario tanto puntuale quanto efficace.

La mattinata si è poi conclusa piacevolmente davanti ad una vera sfida ai fornelli tra due chef amatoriali, organizzata in diretta live da Fight Eat Club, che ha dato vita ad un vero momento di networking e condivisione tra gli operatori del settore dando vita a nuove collaborazioni e crescita per tutti.

Certamente questo è solo l’inizio di una lunga strada che parte dalla formazione, si sviluppa in un cambio di mentalità consapevole e cresce fino a creare relazioni con nuove realtà di marketing e comunicazione.

Ne riparleremo il 19 marzo durante il primo incontro formativo con gli attori del settore agroalimentare e cui seguirà un momento di networking con food blogger, influencer e digital expert.

Due pupazzi spaventati dal blue Monday

I 5 modi per sopravvivere al Blue Monday

La giornata mondiale della tristezza ha un nome, è il #BlueMonday.

Il ritorno dalle vacanze di Natale è sempre uno shock e riprendere i ritmi quotidiani può provocare uno stress non indifferente. Siamo scontrosi, antipatici e vediamo tutto nero. Non abbiamo voglia di alzarci, fuori è buio, i bambini strillano e i mezzi pubblici saranno certamente in ritardo. Insomma davanti a noi lo scenario che si presenta non è proprio roseo.

Il tempo grigio e umido non contribuisce certamente all’umore ed è così traumatico che, ormai da qualche anno, il terzo lunedì di gennaio è stato proclamato Blue Monday, ovvero il giorno più triste dell’anno.

Come fare a sopravvivere a questa giornata senza gioia? Vi diamo qualche consiglio in anticipo così potrete prepararvi!

  1. Chi ben comincia è a metà dell’opera! Prepara la sera prima una bella tavola per la colazione, ricca di fibre, colori e profumi. Non attendere il mattino per imbandire la tavola perché con i bambini che non si vogliono alzare, vestire e preparare non avrete molto tempo e una colazione frettolosa diventa antipatica per tutti. Fai trovare una bella spremuta, brioche o  anche un bel pandoro avanzato da Natale con marmellata ai frutti di bosco (senza zucchero perché dopo le feste siamo tutti a dieta!), allestisci con le Mug più simpatiche che hai e ti accorgerai che iniziare la giornata così sarà totalmente diverso e vi regalerà un umore nuovo.
  2. La lista dei buoni propositi. Se non l’hai ancora fatta, prendi una bella agenda nuova e colorata e fai la lista degli obiettivi dell’anno. Metti in evidenza tutte le mete che vuoi raggiungere sia nella vita professionale che quella privata. Ricorda che devono essere tutti obiettivi realmente realizzabili, concreti e chiari prima di tutto a te. Non lasciarti abbattere, pianificali trimestralmente in modo che tu possa verificarli ed eventualmente modificarli un po’ alla volta.
  3. Programma del tempo per te. Pianifica subito 2 o 3 appuntamenti dedicati a te ed esclusivamente alla bellezza della tua persona. Parrucchiere, estetista, massaggi o un pomeriggio alle terme. Sapere di avere in programma qualcosa che gratifica corpo e mente è psicologicamente un rimedio naturale a qualsiasi stress.
  4. La musica è la tua alleata. Se il viaggio in macchina o sui mezzi  pubblici è lungo e noioso, è il momento di dotarsi di cuffie pratiche e comode per ascoltare la tua musica preferita. Crea la tua playlist di viaggio che ti accompagnerà nei tragitti più antipatici. Isolati un po’ dal mondo, che non fa mai male, per poi ripartire carichi. Scegli la musica che ti fa ballare, cantare e pensare a ciò che ti rende felice ed evita le compilation strappalacrime. Sarà rigenerante.
  5. Fatti un regalo. E’ tempo di saldi e quindi possiamo anche concedercelo un piccolo capriccio. Facciamoci un regalo, quello a cui stiamo dietro da tempo e che ora potrebbe essere diventato più accessibile. Mettiamocelo addosso, al polso o in un qualsiasi luogo in cui possa essere visibile spesso durante la giornata. Osservarlo o anche solo incrociarlo, permetterà di strapparci un sorriso anche nelle giornate più storte.

Il nostro decalogo di consigli utili per trascorrere questa giornata (ma anche tutte le altre) con un sorriso evitando di brontolare come una pentola di fagioli, noi te lo abbiamo regalato! Ora sta a te prendere in mano la giornata e dagli una luce nuova. Ci proviamo?

Spazio coworking laptop caffè smartphone

Come scrivere il messaggio di “Out of Office ” durante le vacanze.

5 regole per scrivere al meglio il messaggio di “Out of office” nella vostra casella mail.

Quando andate in vacanza il lavoro “dovrebbe” fermarsi, i pensieri si indirizzano verso i propri cari, la famiglia, il tempo libero e l’unico obiettivo è rilassarsi.

Rilassarsi significa anche staccare dalla vita di tutti i giorni, dai pensieri quotidiani ed evitare di farsi rincorrere dai pensieri legati al al lavoro. Se la tua assenza è stata organizzata per bene allora puoi procedere con l’inserimento del messaggio di “Out of Office” che tutti i tuoi contatti riceveranno automaticamente ogni volta che, durante le tue vacanze, invieranno una mail alla tua casella di posta.

Per far sì che non risulti una mail antipatica con il rischio di abbassare drasticamente la qualità della nostra professionalità, è bene ricordare 5 regole fondamentali:

  1. Indicare chiaramente il periodo di assenza e il giorno esatto in cui si rientrerà operativi, visto che quest’ultimo potrebbe non coincidere con il giorno di fine ferie.
  2. Per molte professioni è necessario indicare un numero di telefono per le emergenze. Può essere quello del collega che non va in ferie o di un centralino che può rispondere in maniera immediata alle prime basilari necessità.
  3. Valutare il proprio pubblico di riferimento ed inserire, se necessario, la traduzione in Inglese del messaggio.
  4. Non limitarsi a dire che si è assenti facendo presupporre che ignorerete ogni tipo di contatto umano ma specificate che avrete limitato accesso alla mail, così da far capire che potrete rispondere ma non tempestivamente.
  5. Evitare qualsiasi forma di ironia se il vostro pubblico non rientra totalmente in questo specifico target. Meglio essere professionali, precisi e brevi.

E’ molto semplice, meglio non scordare queste brevi consigli per evitare di perdere la credibilità su cui avete lavorato tutto il resto dell’anno.

Scuola di cucina Milano Cormano

Il Team Building per ritrovarsi e ricostruire.

Questione di Team! Momenti e appuntamenti per fare gruppo e ripartire.

Le aziende, piccole o grandi, hanno tutte bisogno di avere un momento per ritrovarsi, confrontarsi e superare eventuali problemi o ostilità. Emerge infatti la necessità di migliorare l’intesa tra i propri dipendenti per il raggiungimento di risultati produttivi o migliorare il servizio clienti.

Condividere uno spazio di lavoro non è sempre semplice e soprattutto, non basta per creare quell’affiatamento che innesca il meccanismo automatico della collaborazione. Occorre prendere in considerazione il fatto che i componenti di un team, spesso hanno personalità differenti ma valori condivisi (fiducia, coesione, collaborazione, comunicazione etc..).

Per rafforzare questi legami occorre dar vita ad una situazione che permetta a tutti i componenti del team di partecipare ad un unico progetto, senza distinzione di ruoli o livelli, e che il lavoro di ognuno contribuisca al raggiungimento dell’obiettivo comune.

La metodologia del  team building arriva dal mondo della formazione esperienziale ed è molto sviluppata all’estero, soprattutto in Usa e nel Nord Europa, dove esistono e vengono praticate da più di mezzo secolo. Il Team Building a Milano risulta più sviluppato che in altre città d’italia per il fatto che molte multinazionali con sede a Milano desiderano replicare in Italia ciò che fanno i colleghi di altri paesi.

gruppo di colleghi che fanno teambuildingI team building più efficaci vengono effettuati con metodologie esperienziali, ovvero facendo vivere in prima persona delle vere e proprie “esperienze” ai partecipanti.  Nell’approccio esperienziale il partecipante è sempre il protagonista partendo dal presupposto secondo cui le situazioni di maggior impatto sono quelle che viviamo con tutti i nostri sensi, quelle nelle quali si scatenano intense emozioni, interagiamo con altri e ci divertiamo.

Vivere in prima persona qualcosa anziché farselo raccontare aumenta le probabilità che dall’esperienza si generi apprendimento, che quanto appreso rimanga nella nostra memoria e che cambi concretamente i nostri comportamenti e azioni.

Tra le esperienza più efficaci, troviamo certamente il Cooking Team Building.

In cucina ci si divide i compiti, si ride, si sperimenta e si lavora in armonia proprio come vorremmo che fosse all’interno dell’azienda. La brigata di cucina deve essere formata da persone fortemente motivate a stare insieme, che collaborano per creare nuovi piatti.

Corefoodla scuola di cucina appena nata a Cormano, e che si trova all’interno della grande struttura dove risiede anche Corefab, ha al suo interno un programma dedicato alle aziende che vogliono cimentarsi in questa nuova esperienza tra i fornelli.

Un’area di 400 mq, 10 tavoli di lavoro e uno centrale di oltre 3 mt, per lo chef, 40 piani a induzione. Tutta l’attrezzatura di una vera cucina professionale è a disposizione per la realizzazione di un Team Building completo, divertente e coinvolgente.

Coinvolgere, Divertire, Motivare, questo è il motto per un Team Building efficace. Una giornata che stimoli la capacità di lavorare in Team collaborando per creare il menù perfetto. Un  momento ludico che diventa metafora della quotidianità aziendale.

ragazzo che lavora in ufficio coworking Cormano

Non per soldi….quali motivi ci spingono a lavorare?

I soldi non sono tutto per i lavoratori italiani.

Secondo un nuovo studio di ADP, circa un quinto (21%) degli occupati non mette le ragioni economiche al primo posto fra le motivazioni che li spingono ad andare a lavorare.

Lo studio, che ha preso in considerazione più di 2.500 lavoratori tra Germania, Francia, Italia, Olanda e Regno Unito, sostiene che i dipendenti non guidati da ragioni economiche raggiungono livelli motivazionali più elevati e una maggiore soddisfazione il giorno della busta paga.

Per una significativa minoranza di lavoratori, la passione e la soddisfazione battono il compenso economico, con un quinto (21%) degli intervistati che afferma di lavorare per amore di ciò che fanno, mentre uno su dieci afferma di lavorare perché ama l’azienda per cui lavora (12%), e un ulteriore 9% perché vuole imparare e avanzare nella carriera.

Per contrasto, oltre un terzo (37%) sostiene che la loro primaria motivazione sia quella di guadagnare per soddisfare le proprie necessità, e per il l’11% per potersi permettere ciò che vogliono. I risultati mettono anche in rilievo come le priorità motivazionali si ripercuotono su ciò che i dipendenti provano nel ricevere il proprio assegno alla fine del mese.

Coloro che lavorano per soddisfare necessità o desideri sono più inclini a sentirsi delusi o frustrati quando vengono pagati (il 40% circa), rispetto a coloro che amano ciò che fanno o l’azienda per cui lavorano (20% circa). Le motivazioni dei dipendenti si evolvono comprensibilmente nel corso della loro vita e delle loro carriere, tuttavia, sorprendentemente, i giovani lavoratori non sono i più motivati a guadagnare denaro.

L’analisi europea, ha evidenziato come i giovani nella fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni siano i meno inclini (uno su tre) a considerare i soldi la prima motivazione, contro invece il 40% degli over 50.

I lavoratori più giovani sono significativamente motivati dall’apprendimento e dalla crescita professionale rispetto ad altre fasce di età (20% circa).

«Ogni lavoratore è spinto da una moltitudine di differenti fattori.La nostra ricerca dimostra come lo scarto fra motivazioni economiche e non economiche possa avere importanti implicazioni sull’impegno e la soddisfazione dei dipendenti»,

commenta Virginia Magliulo, general manager di ADP Italia.

«È provato che il coinvolgimento e l’impegno sono fattori importanti sia per la produttività dei dipendenti sia per il successo organizzativo complessivo.

Questo significa che comprendere come bilanciare i fattori finanziari e non finanziari sia cruciale. Le aziende, e i team HR, devono assicurarsi di comprendere cosa i diversi dipendenti apprezzino dei diversi ruoli nei vari momenti della loro carriera, così da poter offrire una gamma di mansioni e benefit che soddisfino le diverse esigenze e personalità».

Articolo di Daniele Garavaglia – Giornalista Corefab&VoxFabrica

International Dot Day

International Dot Day. Il giorno del punto.

Conoscete International Dot Day?

Il 15 settembre di ogni anno è “International Dot Day”, il giorno del punto.

Una giornata nata dopo la pubblicazione del libro “The Dot” di Peter H. Reynolds (2009) il quale  fu da ispirazione per molti insegnanti ed educatori che da quell’anno hanno iniziato ad utilizzare la data come occasione per esplorare con la classe i temi fondamentali del coraggio, della creatività e dell’espressione di sé.

Da allora l’iniziativa si è diffusa in tutto il mondo, raggiungendo oltre 6 milioni di partecipanti di 133 paesi. Un vero successo! Chiunque può prendere parte alle

celebrazioni, registrandosi sul sito ufficiale dell’evento.

Ma di cosa parla il libro “The Dot”?

Tradotto in moltissime lingue (in italiano con il titolo “Il Punto”, pubblicato da Ape Junior), il libro racconta la storia di Vashti, una bambina convinta di non saper disegnare, finché un giorno la sua insegnante di arte la invita a fare un segno sul foglio spronandola a guardare dove questo l’avrebbe condotta.

Vashti pensa che la stia prendendo in giro ma poi consegna quel punto insignificante all’ insegnante.
La maestra le chiede poi di firmarlo e consegnarglielo.

Dopo una settimana Vashti entra nell’aula di disegno e rimane senza parole nel vedere il SUO PUNTO firmato appeso dietro la cattedra dentro una splendida cornice dorata. La bambina pensa: “Posso senz’altro fare un punto più bello di questo!”.
Il resto è un crescendo di punti piccoli e grandi, colorati, mescolati, ingigantiti, dipinti fino a raggiungere il successo, diventando i quadri di una grande artista. Quella che una volta era una bambina insicura e demoralizzata, ora è una donna con grande fiducia nelle proprie capacità, che esprime la sua creatività ed è di ispirazione ad altri.

La storia è un inno alla creatività, un incoraggiamento per tutti i bambini (e non) ad osare esprimersi.

Un racconto che dà vita ad innumerevoli attività, da fare sia in classe che a casa. Sul sito Dot Club si possono trovare alcuni interessanti suggerimenti per gli insegnanti che vogliono realizzare dei percorsi di crescita supportati da questa tecnica.

Alcuni esempi:

  • Crea il disegno con il punto. I bambini possono disegnare le cose di cui sono orgogliosi, i loro obiettivi ed i loro interessi.
  • Consegna il “Dot Award” (Il premio del punto) a studenti o adulti nella tua comunità (scolastica o no) che si stanno distinguendo per qualcosa di particolarmente creativo.
  • Realtà Aumentata. Dai vita al tuo disegno con il punto con la app Quiver 3d.

Lo stesso autore Peter Raynolds collabora nella realizzazione delle attività, ed è possibile trovare in rete alcuni video a cui ispirarsi come la rubrica #ReadySetDrawn pubblicata sul canale KidLil Tv.

Non ci resta che iniziare. Pronti, partenza…disegna un punto e lasciati trasportare dalla fantasia.

Buon Giorno Internazionale del Punto!

Lavorare in Corefab, un vantaggio per il tuo Business!

Uffici in condivisione e dell’Hinterland nord di Milano: Corefab offre lo spazio per fare business e sviluppare idee e creatività.

Il Coworking è diventata la scelta di business di moltissime start up e PMI, ma anche di tutte quelle grandi aziende che hanno deciso di applicare nella propria realtà lo smart working, permettendo così a tantissimi dipendenti di poter gestire lavoro e tempo in maniera efficiente e senza stress.

Gli imprenditori e i professionisti che hanno scelto di lavorare nei coworking, ed hanno scelto gli uffici in condivisione di Corefab,  hanno volti diversi e provengono dai più disparati settori. La moda, il food, l’architettura, la telefonia, l’informatica e l’elettronica e non solo.

I motivi per cui decidono di lavorare in un coworking sono però comuni:

  • Hanno bisogno di uno spazio di lavoro ridotto, smart e flessibile
  • Cercano un contenimento dei costi condividendo strumenti e servizi (di cui spesso non disporrebbero)
  • Vogliono fare networking per incrementare il proprio business
  • Hanno bisogno occasionalmente di poter usufruire di sale meeting/eventi
  • Cercando la comodità, sia degli spazi che della raggiungibilità della location

Perché lavorare negli uffici in condivisione di Corefab?

Scegliendo di lavorare in Corefab, il coworking di Cormano e della zona nord di Milano, è molto semplice rispondere a tutte queste esigenze.

Gli spazi sono di diverse dimensioni e si può scegliere tra uffici chiusi, semi aperti o postazioni condivise con altri coworkers. I costi fissi che normalmente in ufficio prevedono contratti, allacci, nuovi fornitori etc, spariscono completamente perchè si entra nella nostra rete in tutti i sensi e si utilizzano gli strumenti a disposizione di tutti i coworkers avendo la certezza di poter gestire il proprio business in tutta sicurezza e tranquillità.

Periodicamente c’è la possibilità di partecipare ad eventi o aperitivi di networking organizzati con importanti associazioni di imprenditori del territorio, dove si possono incontrare altri imprenditori o professionisti che, in un momento informale, sono in grado di fornire idee o spunti riguardo un progetto o attività.

Corefab inoltre dispone di due sale meeting. Una più riservata dedicata solitamente alle riunioni di area, piccoli incontri di business o colloqui. In questa stanza abbiamo ospitato video interviste di grosse aziende proprio perchè il suo design è di un livello professionale molto elevato e ricercato.

La seconda sala lascia spazio ad eventi, congressi, corsi di formazione e piccoli incontri di networking fino ad un massimo di 40 persone. In quest’area è facile immaginare la presentazione del proprio prodotto ad una platea di clienti o potenziali tali, magari organizzando un collegamento via Skype con la casa madre che si trova fuori dall’Italia, reso possibile dalla Smart TV 70″ disponibile nella sala.

I servizi che offre uno spazio di coworking non si fermano alle singole sale o postazioni. E’ possibile trovare ambienti utili per esigenze che vanno oltre quelle

lavorative. In Coefab, per esempio, abbiamo a disposizione una nursery per poter potare i propri bambini per qualche ora, una palestra e una grandissima SCUOLA DI CUCINA, Corefood, di oltre 400 mq per organizzare un TEAM BUILDING o semplicemente per dilettarsi in un corso utilizzando gli strumenti dei veri chef.

Se poi si è stufi di stare in macchina ore e ore in mezzo al traffico e di girare in cerca di un parcheggio è arrivato certamente il momento di programmare il navigatore su VIA PO 77 CORMANO e venirci a trovare.

Per entrare nella filosofia del coworking bisogna vivere il coworking quindi la migliore OPPORTUNITA’ da cogliere è la prova di una giornata GRATUITA nei nostri spazi.

Vieni a trovarci, la condivisione è la vera anima del Business.

sulla griglia di partenza

Affrontare il rientro dopo le Vacanze. Consigli utili per ripartire!

Il ritorno al lavoro dopo le vacanze è duro e faticoso?

Qualche semplice e utile consiglio può migliorare la tua ripresa.

Settembre, si sa, porta con se l’inizio di un nuovo anno. Riprende il lavoro, riaprono le scuole, si ritorna alla routine di tutti i giorni.

Spesso è difficile riuscire a riabituarsi alla quotidianità frenetica soprattutto dopo aver trascorso qualche settimana di vacanza sotto al sole, con orari flessibili e azioni rallentate. Il dolce suono delle onde del mare è un lontano ricordo e anche il balcone vista spiaggia sembra un’illusione ottica guardando fuori dalla finestra dell’ufficio.

Per affrontare al meglio queste giornate occorre adottare qualche semplice trucchetto. In questo modo si possono evitare inutili stress sia fisici che psicologici, in modo da non disintegrare il tanto desiderato equilibrio che abbiamo conquistato durante il periodo festivo.

  1. Riordina. Per ricominciare in maniera serena occorre liberarsi dagli stress e il primo è proprio sulla nostra scrivania. Il disordine è il nemico di ogni lavoratore, di qualsiasi grado o mansione. Liberati di foglietti e fogliettini inutili. Appunti presi 3 mesi fa e già archiviati nella mente possono essere archiviati anche nel cestino. Metti ogni cosa al suo posto, riorganizza la scrivania in modo di vedere solo gli strumenti immediatamente necessari. Fare l’archivio in questo periodo è assolutamente il momento migliore.
  2. Prendi una nuova agenda. L’anno non è finito ma, se utilizzi un’agenda per gli appunti questo è il momento di acquistarne una nuova. Chilometri di pagine bianche su cui poter scrivere, spazio da condividere con i pensieri e le novità che ti aspettano. Psicologicamente avere davanti a te la strada spianata ti lascerà quel senso di libertà che tanto vorresti tener stretto dopo le vacanze.
  3. No alle Diete drastiche. Torniamo tutti un po’ appesantiti per le abbuffate con amici e parenti, le cene di benvenuto, quelle di ferragosto  e infine i saluti e i brindisi, in vacanza sembrano non finire mai. Ma il momento peggiore per mettersi a dieta è questo! Certamente non potrai pensare di gustarti spaghetti allo scoglio e frittura mista a pranzo, ma nemmeno ripartire con l’insalatina. Scegli piatti freschi, colorati e leggeri ma non privarti di gusto, profumo e sazietà. A stomaco vuoto ammazzi la creatività.
  4. Fai il punto. Apri le prime pagine della tua agenda e inizia con un bel TO DO. Riparti con l’elenco delle cose da fare, organizzale, dagli un ordine di priorità e non metterti fretta mentre lo fai. Non spaventarti, poniti delle scadenze realistiche che non possono essere “TUTTO ENTRO OGGI”.
  5. Riprendi dai contatti. Il business si fa con con le persone prima di tutto. Fai una serie di telefonate per far sapere che sei tornato, invitale a bere un caffè se puoi e inizia a far sapere che sei pronto e organizzato e non annoiato e triste.
  6. Allontana i brontoloni! L’anno ricomincia e questo significa nuove opportunità, nuovi incontri, nuove idee. Usa il tuo sorriso e allontana di chi si lamenta sempre, brontola e ha già il muso lungo al mattino presto. Il buono e cattivo umore sono contagiosi. Comincia da te stesso.

Ora si pronto per iniziare. Ancora qualche dubbio? Non disperare a Natale mancano sono 113 giorni! 🙂

 

Con la BPO digitalizzare si può, anche in outsourcing.

Parliamo di BPO (Business Process Outsourcing) con il nostro coworker Marco Torti, general manager della SolGem, una realtà nuova di consulenza e servizi, nata nel 2018, ma che affonda le proprie radici negli anni che hanno visto le profonde trasformazioni ed evoluzioni delle metodologie informatiche applicate al più ampio settore dei servizi aziendali.

«Cioè tutti quei servizi che le imprese affidano all’esterno per la dematerializzazione e la gestione della digitalizzazione, conservazione digitale, lettura automatica del dato, back office verticale e specilistico», spiega Torti.

Qualche esempio?

«Per un importante cliente del settore non profit stiamo sviluppando un progetto per la consultazione on line tramite portale documentale dedicato,  di tutti i versamenti effettuati dai donatori; ci occupiamo della scansione del modulo compilato, del bollettino o della ricevuta bancaria, e aggiorniamo l’anagrafica dell’associazione in tempo reale».

Ma come funziona un processo BPO?

«Il Business Process Outsourcing è il processo attraverso il quale un’azienda, generalmente di dimensioni medio-grandi, trasferisce attività gestionali all’esterno affidandole a un partner (outsourcer) altamente specializzato, al fine di manlevare le risorse interne da attività non direttamente orientate al core business aziendale. Ciò si traduce in un forte abbattimento dei costi gestionali ed in una riqualificazione professionale del personale aziendale a funzioni considerate a valore aggiunto». E’ chiaro, allora, il motivo per cui SolGem, che impiega le tecnologie digitali più evolute, è il  partner ideale nella gestione di tutte le attività di back office, data entry, digitalizzazione, customer comunication management. «Per una grande società della ristorazione collettiva stiamo gestendo la campagna di customer satisfaction basata sulla somministrazione di 150.000 questionari che dobbiamo stampare, postalizzare, distribuire alle mense servite e, una volta ritornati compilati, scannerizzare per la lettura ottica dei dati ed elaborare il risultato finale, da fornire al management della società», aggiunge Torti.

Per la consulenza in ambito BPO Solgem è partner di eGlue (70 dipendenti con sede a Segrate), che lavora con le grandi aziende, svariate multiutilities e gestisce la stampa digitale, la postalizzazione massiva e il documento dinamico.

eGlue è specializzata in CCM, cosa significa?

«Il Customer Comunication Management (CCM) consiste nell’insieme delle strategie che migliorano la creazione, la distribuzione, l’archiviazione e il recupero di comunicazioni personalizzate e di comunicazioni di business, siano essi in formato elettronico oppure fisico, scambiati fra aziende e clienti e fra azienda e azienda. La definizione ricomprende comunicazioni i cui contenuti vengono acquisiti da una molteplicità di fonti, vengono trasformati e adattati ai formati resi disponibili dalla tecnologia e sono distribuiti attraverso una molteplicità di canali, quali e-mail, sms, dispositivi mobili, pagine web, social media e stampa».

Intervista realizzata da Daniele Garavaglia – Corefab.

Smartworking Milano

Lavoro Smart. Qual è la tendenza oggi?

Un lavoratore su due chiede spazi per lo smart working

Anche il mercato italiano segna la tendenza che si registra a livello globale, dove è sempre più utilizzata la modalità dello smart working. Dalle imprese multinazionali alle start up sino ai freelance, il quadro che si va delineando depone a favore di una maggiore richiesta di spazi di lavoro flessibili.

Qui in Corefab, nuovo hub dell’innovazione aperto nel territorio dell’Alto Milanese, sono presenti e attive società di engineering, studi professionali, professionisti e società di servizi alle imprese.

Il dato è confermato anche da una recente ricerca condotta in Italia da IWG. Più in dettaglio, dalla ricerca emerge il 56% degli intervista dichiara di lavorare abitualmente in un luogo diverso dalla sede principale dell’azienda, il 41% sostiene di utilizzare spazi di lavoro flessibili una volta alla settimana.

Addirittura l’80% degli interpellati indica nel fattore produttività la chiave vincente del lavoro flessibile: lavorare in luoghi diversi rispetto al classico ufficio, sembra aumenti l’efficienza produttiva. Produttività che va di pari passo con la soddisfazione del lavoratore, che aumenta, per il 71%, lavorando da remoto.

Smart working significa anche adeguarsi con tempestività alle richieste del mercato: dal campione intervistato, si evince che, tra i motivi principali per cui si ricorre allo smart working vi è la capacità di rispondere rapidamente alle tempistiche dei mercati in cui si sviluppa o si contrae il business, sfruttando il fattore competitività, garantito da “uffici flessibili”, che garantiscono una presenza capillare sui mercati internazionali, mantenendo un filo diretto con la sede principale dell’azienda.

Da non trascurare, tra i motivi che depongono a favore del lavoro flessibile, anche gli aspetti legati ai costi di gestione degli uffici.

Secondo gli intervistati, questa modalità di lavoro comporta minori costi di gestione immobiliare, con conseguente capacità di liberare capitali da investire nella crescita. Tra i fattori positivi che depongono a favore di spazi alternativi in cui lavorare sono da annoverarsi, sempre secondo il campione demoscopico, l’ottimizzazione dei costi, la riduzione dei tempi improduttivi legati al pendolarismo e, laddove gli utilizzatori sono nuove imprese e start up, il minor rischio legato agli investimenti iniziali.