Foto in bianco e nero di un gruppo di colleghi di lavoro che ballano facendo team building e sostenibilità sociale

Sostenibilità sociale e team building: la semplicità dei dati nel report “COREFAB people 2025”

“La semplicità è un dovere di tutti.”
— Alexander Hiedemann e Marco Sampietro, Inutilmente Complicato (Franco Angeli).

Ammettiamolo: abbiamo la pessima abitudine di complicare anche le cose più naturali. Tendiamo a pensare che per rispondere a una normativa europea o per migliorare il clima in ufficio servano sovrastrutture enormi, linguaggi tecnici incomprensibili e processi infiniti. Ma la verità è che, se togliamo il “rumore” di fondo, quello che resta è il valore delle relazioni umane.

Come società benefit, abbiamo scelto di fare nostra la provocazione di Hiedemann/Sampietro. Non vogliamo vendervi l’ennesima complicazione burocratica legata alla CSRD, quanto piuttosto offrirvi uno strumento per leggere la realtà in modo lineare. I dati del nostro report COREFAB people 2025 — che aggrega i feedback raccolti su tutti i nostri format e presso tutte le aziende partner — nascono proprio da qui: dalla volontà di dimostrare che misurare l’impatto sociale di un’azienda è molto più semplice (e utile) di quanto vi abbiano mai raccontato.

Ecco cosa ci dicono i numeri raccolti nel corso del 2025, senza filtri e senza inutili complicazioni.

1. Il sentiment: perché la curiosità è il vostro miglior alleato

Vi è mai capitato di temere il “silenzio” o il malumore dei collaboratori di fronte a un nuovo invito in calendario? I dati complessivi del 2025 ci dicono che quel timore è, quasi sempre, infondato:

  • l’87% dei vostri colleghi accoglie l’attività di team building con un approccio positivo: una combinazione di curiosità (56%) ed entusiasmo (31%) che dimostra quanto sia forte il desiderio di connessione autentica;
  • lo scetticismo (8%) può essere un segnale di salute: potrebbe essere la reazione naturale di chi vuole capire se l’attività avrà un valore reale o sarà “la solita giornata persa”. Sta a voi (e a noi) trasformare quella diffidenza in coinvolgimento.

Monitorare queste reazioni non serve a riempire una tabella Excel, ma a darvi la prova tangibile che la vostra popolazione aziendale è viva, reattiva e pronta a seguire la vostra visione.

2. L’impatto: quando l’emozione diventa metrica

Se volete sapere se il vostro investimento ha funzionato, non guardate solo le foto dell’evento. Guardate come sono cambiate le persone:

  • benessere diffuso: il 98% dei partecipanti alle attività di team building di COREFAB termina l’esperienza in uno stato di serenità (74%) o stupore positivo (24%);
  • addio all’indifferenza: quel 5% di persone che inizialmente si dichiarava indifferente scompare quasi totalmente al termine della giornata.

Perché questo dato è fondamentale per il vostro business? Perché il benessere non è un “optional” etico, ma un indicatore operativo. Documentare questo cambiamento di stato emotivo è il modo più onesto e semplice per sostanziare l’impegno sociale della vostra azienda nei confronti dei lavoratori.

3. Oltre l’ovvio: se la collaborazione è il punto di partenza, qual è la meta?

Sarebbe fin troppo facile parlarvi di collaborazione. È il pilastro centrale indicato dal 45% dei partecipanti, ma siamo onesti: la collaborazione è connaturata all’attività stessa di team building. Abbiamo scelto di offrire questa opzione a tutti non per scoprire l’acqua calda, ma per stabilire un “livello zero” comune.

Se diamo per assodato che sappiamo lavorare insieme, su cosa stiamo costruendo davvero le basi del futuro? I dati della survey ci spingono a guardare più a fondo, verso territori decisamente più interessanti:

  • sicurezza psicologica: quando il 91% delle persone dichiara di sentirsi pienamente accolto, non sta parlando solo di “gentilezza”. Vi sta dicendo che nel vostro team ci si sente liberi di sbagliare, di proporre idee fuori dal coro e di esporsi senza timore del giudizio. È questo il vero motore dell’innovazione;
  • contributo intenzionale: nelle risposte aperte, i collaboratori non parlano di “compiti da svolgere”, ma di fiducia, ascolto e disponibilità. Questo ci rivela un passaggio critico dal “dover fare” al “voler dare”.

Mappare queste dinamiche vi permette di smettere di gestire “gruppi di lavoro” e iniziare a guidare comunità di scopo.

Foto in bianco e nero di un momento di sostenibilità sociale tra colleghi di lavoro

4. Motivazione e Valori: la salute dell’ecosistema

Il termometro della salute aziendale nel 2025 segna valori che dovrebbero rassicurare ogni manager:

  • il 90% dei vostri colleghi dichiara una motivazione “ottima” o “molto buona” nel lavoro di squadra;
  • il 97% dei partecipanti conferma che i valori della propria azienda hanno un’importanza centrale nel quotidiano lavorativo.

Questo allineamento significa che non state parlando al vento: i vostri messaggi arrivano a destinazione. Gestire un’azienda, un’organizzazione, significa anche questo: assicurarsi che i valori dichiarati nel bilancio diventino comportamenti vissuti alla scrivania (e anche durante un’attività outdoor).

5. Il futuro del welfare: meno scrivanie, più aria aperta

Per mantenere questo livello di ingaggio, la ricetta è semplice: basta ascoltare. Sappiamo, ad esempio, che per il prossimo futuro le vostre persone cercano l’outdoor (58%), seguito da attività a forte impatto sociale e momenti creativi.

Progettare partendo da queste preferenze non è solo un atto di cura, è strategia pura: significa investire il budget HR dove si possa generare il massimo ritorno in termini di benessere e retention.

Conclusione: ripartire dall’essenziale

Rendicontare l’impatto sociale delle vostre attività non deve essere una tortura burocratica. I dati di COREFAB people 2025 ci ricordano che, se mettiamo al centro l’ascolto e la trasparenza, la sostenibilità diventa un percorso fluido e naturale.

Siamo qui per aiutarvi a eliminare l’inutilmente complicato e a concentrarvi su ciò che conta davvero: la forza delle vostre persone e la solidità della vostra cultura aziendale.

👉 [Consulta qui la survey completa COREFAB people 2025]

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