Sostenibile ora si associa con Coworking!

Nel post Covid lavorare in smart working da un coworking diventa una scelta sostenibile.

Sostenibile è un termine molto abusato nell’ultimo periodo e spesso è associato ad un contesto green. Per sostenibile si intende un approccio sociale, economico e ambientale equilibrato nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

Esiste da anni una forma di lavoro “sostenibile”, che è il coworking.

Il coworking rappresenta la condivisione di uno spazio di lavoro da parte di persone che svolgono attività lavorative anche molto diverse ma che fisicamente occupano lo stesso luogo, avendo la possibilità di usufruire di servizi e benefici in comune (cucina, palestra, parcheggio, internet, stampanti etc).

All’interno di questi spazi di lavoro la FLESSIBILITÀ’ è la parola d’ordine, ma  allo stesso tempo è diventata sempre più alta l’attenzione ad un approccio sempre più ecologico.

L’ecosostenibilità e la trasformazione verso un concetto di lavoratore green, spinge sempre più aziende a scegliere per i propri dipendenti in smart working una soluzione che riduca progressivamente l’impatto ambientale.

Riduzione degli sprechi, basso consumo e provenienza naturale, si aggiungono alle caratteristiche ricercate da chi, nell’era del post covid, ha bisogno di un ufficio o di una postazione per portare avanti il proprio business.

Secondo recenti studi, è stato dimostrato che l’adozione dello Smart Working ha ridotto la congestione stradale, i consumi energetici e, in generale, l’impatto ambientale degli spostamenti casa/lavoro. I risultati del primo rapporto europeo Life Prepair che ha analizzato la qualità dell’aria nel bacino padano su cui vive il 40% della popolazione e che produce oltre il 50% del PIL nazionale, dicono che

nei primi mesi del 2020,la crisi sanitaria causata dalla pandemia COVID-19 e le conseguenti misure di contenimento adottate, hanno generato una drastica e repentina riduzione di alcune tra le principali sorgenti di inquinamento atmosferico.

Questi dati sono frutto della riduzione improvvisa della mobilità casa/lavoro e dell’obbligo del lavoro agile che inizialmente ha visto la necessità di utilizzare le proprie abitazioni private come nuovo spazio di lavoro, mentre ora permette di trasferire ogni tipo di business nelle realtà di coworking che sono in grado, grazie alla condivisione di un alto numero di servizi, di continuare a lavorare in ottica totalmente green.

Anche il  mercato del lavoro è cambiato alla velocità della luce e le connessioni remota hanno dato la possibilità di essere più flessibili e di organizzare al meglio il proprio tempo e le proprie attività in base a quelle che sono le singole esigenze di freelance, liberi professionisti e, ora, anche dei lavoratori dipendenti delle aziende tra i quali vi sono moltissime donne.

La categoria femminile si è vista investita negli ultimi mesi, della maggior parte delle criticità post Covid-19.

A partire dalla gestione della famiglia, che doveva necessariamente essere compatibile con il proseguimento della vita lavorativa, la donna ha dovuto trovare soluzioni innovative e spesso sacrifichevoli per poter essere al tempo stesso mamma e manager.

Ecco perché valutare di poter usufruire di una postazione di coworking vicino casa per poter continuare a lavorare agilmente e, all’occorrenza staccarsi per occuparsi della famiglia, permette a questa categoria di riprendere il proprio ruolo nel mondo del lavoro uscendo, per le ore che sono necessarie, dalle mura domestiche in cui è stata reclusa per mesi.

Allo stesso tempo la donna è quella che risulta essere la più attenta alla sostenibilità. Dall’ultima indagine fatta sul Nielsen Consumer Panel emerge infatti che le donne hanno comportamenti più ecologici degli uomini, e che quindi risulterebbero più orientate a rientrare nel mondo del lavoro sfruttando delle opportunità che permettano di partecipare allo sviluppo sostenibile del proprio territorio.

Lo smart working quindi entra a tutti gli effetti nei progetti di moltissime aziende che utilizzeranno questa opportunità per poter intraprendere un nuovo percorso sostenibile partendo dal benessere del proprio team.

 

ufficio liquido Milano Cormano

Ufficio liquido e Coworking!

Ufficio liquido: Cos’è? Può essere la soluzione post Covid?

Quando si parla di ufficio liquido si intende una prospettiva totalmente diversa dell’ambito lavorativo e occupazionale. Il mondo del lavoro oggi tende a togliere i paletti per diventare flessibile, personalizzabile e molto più autonomo.

In modo particolare il concetto di posto di lavoro sta mutando profondamente. Ora come ora siamo più consapevoli del fatto che possiamo lavorare da casa, dal mare, dalla montagna, in ufficio, al bar senza rinunciare alla collaborazione con i colleghi che possono essere raggiunti in ogni luogo attraverso le piattaforme di condivisione virtuale.

Negli ultimi mesi è sempre più evidente come, man mano, si stia affermando il lavoro da remoto e i grandi edifici stracolmi di uffici chiusi e molto frequentati stiano diventando obsoleti. Si prende consapevolezza anche dei costi che essi comportano in termini di affitti, utenze, responsabilità e sicurezza.

A conti fatti è evidente come le aziende si stiano affacciando a soluzioni meno costose che permettano di liberarsi delle incombenze di gestione le quali inevitabilmente generano nuovi costi e nuove criticità.

L’ufficio liquido è un concetto nuovo che però abbiamo a disposizione da anni. La nascita del primo coworking risale al 2005, sebbene in Italia sia arrivato diverso tempo dopo, certamente non doveva servire una pandemia per farci aprire gli occhi su una prospettiva di lavoro totalmente differente e più performante.

Performante perché ci siamo presto accorti che l’abbattimento dei muri e delle barriere orarie aumenta la produttività e, se ben gestita, fa crescere anche la curva delle opportunità che possono nascere da un maggiore coinvolgimento del dipendente nell’intero business dell’azienda.

Occorre essere molto attenti però perché, se da una parte l’ufficio liquido si adatta facilmente a tempi e spazi, dall’altra parte rischia di far perdere i contatti e le connessioni spostandole in aree virtuali poco umane e molto fredde.

Creare nuove abitudini, nuovi momenti di condivisione permette di mantenere salda la fiducia dei propri dipendenti evitando così di perderli nell’eccessiva fluidità del tempo.

Le parole d’ordine in questa nuova era diventano flessibilità e creatività! E’ la rivincita della libertà sulle gerarchie aziendali, la rinascita di attività temporanee che mutano nel tempo, contratti sempre meno vincolanti sia per aziende che per dipendenti, metodologie di lavoro più orientate al raggiungimento degli obiettivi e meno agli orari standardizzati.

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Siamo ufficialmente davanti al mondo del lavoro del futuro che è già ormai PRESENTE, dove le sedi operative potrebbero davvero sparire e con loro anche il concetto di giornata lavorativa di 8 ore fisse. Ogni luogo diventa lo spazio adatto, i tempi si dilateranno e si adatteranno alle nostre esigenze e necessità. La capacità organizzativa sarà la prima skills richiesta perché con una non definizione del tempo sarà fondamentale sapersi riorganizzare in funzione degli obiettivi.

Avremo nuovi strumenti digitali, nuovi software e soprattutto cercheremo nuovi luoghi per lavorare comodi, aperti, smart e soprattutto che ci mettano in connessione con altri professionisti in grado di dare un valore aggiunto al nostro business.

L’ufficio liquido è quello spazio di lavoro che si adatta, si modifica continuamente e si muove con facilità e fluidità.
In questo momento gli spazi di coworking permettono la realizzazione in tempo reale di questa nuova realtà fornendo in primo luogo lo spazio che stiamo cercando che sia non solo una scrivania ma uno luogo agile in termini di sicurezza, strumentazione e connessione.

Il coworking non è un semplice luogo per lavorare, è il primo momento dove poter fare rete, accrescere le proprie competenze, formarsi e ricevere input stimolanti per dare forme nuove al proprio business. Confrontarsi con realtà diverse aumenta la capacità critica e fa volare in alto il numero di opportunità.

Attenzione, perché come abbiamo già detto, questa nuova realtà in un attimo può trasformarsi in un incubo!

Il telelavoro, la trasformazione digitale e il mondo virtuale sono certamente diventati prepotentemente una parte della nostra quotidianità ma nulla può sostituire il confronto umano e l’arricchimento che ne deriva da esso. La possibilità di connettersi da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento non deve rischiare di far allungare troppo il filo che tiene unito il team.

Coworking-Cormano-Uffici-300x169 Ufficio liquido e Coworking!

Qualsiasi sia la strada che si intraprenda per rivoluzionare il proprio modo di lavorare, non bisogna mai abbassare la percezione della presenza umana sia in termini di motivazione dello staff che di continuità di comunicazione. Chiamate, meeting, appuntamenti fisici periodici e continuativi sono fondamentali per tenere le redini di un progetto dando sempre la giusta importanza all’apporto di ognuno.

L’emergenza Covid ha costretto le aziende a rivedere ogni concetto di lavoro radicato nella sua cultura, ma da qui si può partire per riscrivere e valutare seriamente la possibilità che l’ufficio liquido sia una concreta possibilità.

 
Smartworking laptop

Lavoro Smart. Qual è la tendenza oggi?

Un lavoratore su due chiede spazi per lo smart working

Anche il mercato italiano segna la tendenza che si registra a livello globale, dove è sempre più utilizzata la modalità dello smart working. Dalle imprese multinazionali alle start up sino ai freelance, il quadro che si va delineando depone a favore di una maggiore richiesta di spazi di lavoro flessibili.

Qui in Corefab, nuovo hub dell’innovazione aperto nel territorio dell’Alto Milanese, sono presenti e attive società di engineering, studi professionali, professionisti e società di servizi alle imprese.

Il dato è confermato anche da una recente ricerca condotta in Italia da IWG. Più in dettaglio, dalla ricerca emerge il 56% degli intervista dichiara di lavorare abitualmente in un luogo diverso dalla sede principale dell’azienda, il 41% sostiene di utilizzare spazi di lavoro flessibili una volta alla settimana.

Addirittura l’80% degli interpellati indica nel fattore produttività la chiave vincente del lavoro flessibile: lavorare in luoghi diversi rispetto al classico ufficio, sembra aumenti l’efficienza produttiva. Produttività che va di pari passo con la soddisfazione del lavoratore, che aumenta, per il 71%, lavorando da remoto.

Smart working significa anche adeguarsi con tempestività alle richieste del mercato: dal campione intervistato, si evince che, tra i motivi principali per cui si ricorre allo smart working vi è la capacità di rispondere rapidamente alle tempistiche dei mercati in cui si sviluppa o si contrae il business, sfruttando il fattore competitività, garantito da “uffici flessibili”, che garantiscono una presenza capillare sui mercati internazionali, mantenendo un filo diretto con la sede principale dell’azienda.

Da non trascurare, tra i motivi che depongono a favore del lavoro flessibile, anche gli aspetti legati ai costi di gestione degli uffici.

Secondo gli intervistati, questa modalità di lavoro comporta minori costi di gestione immobiliare, con conseguente capacità di liberare capitali da investire nella crescita. Tra i fattori positivi che depongono a favore di spazi alternativi in cui lavorare sono da annoverarsi, sempre secondo il campione demoscopico, l’ottimizzazione dei costi, la riduzione dei tempi improduttivi legati al pendolarismo e, laddove gli utilizzatori sono nuove imprese e start up, il minor rischio legato agli investimenti iniziali.