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Come scrivere il messaggio di “Out of Office ” durante le vacanze.

5 regole per scrivere al meglio il messaggio di “Out of office” nella vostra casella mail.

Quando andate in vacanza il lavoro “dovrebbe” fermarsi, i pensieri si indirizzano verso i propri cari, la famiglia, il tempo libero e l’unico obiettivo è rilassarsi.

Rilassarsi significa anche staccare dalla vita di tutti i giorni, dai pensieri quotidiani ed evitare di farsi rincorrere dai pensieri legati al al lavoro. Se la tua assenza è stata organizzata per bene allora puoi procedere con l’inserimento del messaggio di “Out of Office” che tutti i tuoi contatti riceveranno automaticamente ogni volta che, durante le tue vacanze, invieranno una mail alla tua casella di posta.

Per far sì che non risulti una mail antipatica con il rischio di abbassare drasticamente la qualità della nostra professionalità, è bene ricordare 5 regole fondamentali:

  1. Indicare chiaramente il periodo di assenza e il giorno esatto in cui si rientrerà operativi, visto che quest’ultimo potrebbe non coincidere con il giorno di fine ferie.
  2. Per molte professioni è necessario indicare un numero di telefono per le emergenze. Può essere quello del collega che non va in ferie o di un centralino che può rispondere in maniera immediata alle prime basilari necessità.
  3. Valutare il proprio pubblico di riferimento ed inserire, se necessario, la traduzione in Inglese del messaggio.
  4. Non limitarsi a dire che si è assenti facendo presupporre che ignorerete ogni tipo di contatto umano ma specificate che avrete limitato accesso alla mail, così da far capire che potrete rispondere ma non tempestivamente.
  5. Evitare qualsiasi forma di ironia se il vostro pubblico non rientra totalmente in questo specifico target. Meglio essere professionali, precisi e brevi.

E’ molto semplice, meglio non scordare queste brevi consigli per evitare di perdere la credibilità su cui avete lavorato tutto il resto dell’anno.

Scuola di cucina Milano Cormano

Il Team Building per ritrovarsi e ricostruire.

Questione di Team! Momenti e appuntamenti per fare gruppo e ripartire.

Le aziende, piccole o grandi, hanno tutte bisogno di avere un momento per ritrovarsi, confrontarsi e superare eventuali problemi o ostilità. Emerge infatti la necessità di migliorare l’intesa tra i propri dipendenti per il raggiungimento di risultati produttivi o migliorare il servizio clienti.

Condividere uno spazio di lavoro non è sempre semplice e soprattutto, non basta per creare quell’affiatamento che innesca il meccanismo automatico della collaborazione. Occorre prendere in considerazione il fatto che i componenti di un team, spesso hanno personalità differenti ma valori condivisi (fiducia, coesione, collaborazione, comunicazione etc..).

Per rafforzare questi legami occorre dar vita ad una situazione che permetta a tutti i componenti del team di partecipare ad un unico progetto, senza distinzione di ruoli o livelli, e che il lavoro di ognuno contribuisca al raggiungimento dell’obiettivo comune.

La metodologia del  team building arriva dal mondo della formazione esperienziale ed è molto sviluppata all’estero, soprattutto in Usa e nel Nord Europa, dove esistono e vengono praticate da più di mezzo secolo. Il Team Building a Milano risulta più sviluppato che in altre città d’italia per il fatto che molte multinazionali con sede a Milano desiderano replicare in Italia ciò che fanno i colleghi di altri paesi.

gruppo di colleghi che fanno teambuildingI team building più efficaci vengono effettuati con metodologie esperienziali, ovvero facendo vivere in prima persona delle vere e proprie “esperienze” ai partecipanti.  Nell’approccio esperienziale il partecipante è sempre il protagonista partendo dal presupposto secondo cui le situazioni di maggior impatto sono quelle che viviamo con tutti i nostri sensi, quelle nelle quali si scatenano intense emozioni, interagiamo con altri e ci divertiamo.

Vivere in prima persona qualcosa anziché farselo raccontare aumenta le probabilità che dall’esperienza si generi apprendimento, che quanto appreso rimanga nella nostra memoria e che cambi concretamente i nostri comportamenti e azioni.

Tra le esperienza più efficaci, troviamo certamente il Cooking Team Building.

In cucina ci si divide i compiti, si ride, si sperimenta e si lavora in armonia proprio come vorremmo che fosse all’interno dell’azienda. La brigata di cucina deve essere formata da persone fortemente motivate a stare insieme, che collaborano per creare nuovi piatti.

Corefoodla scuola di cucina appena nata a Cormano, e che si trova all’interno della grande struttura dove risiede anche Corefab, ha al suo interno un programma dedicato alle aziende che vogliono cimentarsi in questa nuova esperienza tra i fornelli.

Un’area di 400 mq, 10 tavoli di lavoro e uno centrale di oltre 3 mt, per lo chef, 40 piani a induzione. Tutta l’attrezzatura di una vera cucina professionale è a disposizione per la realizzazione di un Team Building completo, divertente e coinvolgente.

Coinvolgere, Divertire, Motivare, questo è il motto per un Team Building efficace. Una giornata che stimoli la capacità di lavorare in Team collaborando per creare il menù perfetto. Un  momento ludico che diventa metafora della quotidianità aziendale.

sulla griglia di partenza

Affrontare il rientro dopo le Vacanze. Consigli utili per ripartire!

Il ritorno al lavoro dopo le vacanze è duro e faticoso?

Qualche semplice e utile consiglio può migliorare la tua ripresa.

Settembre, si sa, porta con se l’inizio di un nuovo anno. Riprende il lavoro, riaprono le scuole, si ritorna alla routine di tutti i giorni.

Spesso è difficile riuscire a riabituarsi alla quotidianità frenetica soprattutto dopo aver trascorso qualche settimana di vacanza sotto al sole, con orari flessibili e azioni rallentate. Il dolce suono delle onde del mare è un lontano ricordo e anche il balcone vista spiaggia sembra un’illusione ottica guardando fuori dalla finestra dell’ufficio.

Per affrontare al meglio queste giornate occorre adottare qualche semplice trucchetto. In questo modo si possono evitare inutili stress sia fisici che psicologici, in modo da non disintegrare il tanto desiderato equilibrio che abbiamo conquistato durante il periodo festivo.

  1. Riordina. Per ricominciare in maniera serena occorre liberarsi dagli stress e il primo è proprio sulla nostra scrivania. Il disordine è il nemico di ogni lavoratore, di qualsiasi grado o mansione. Liberati di foglietti e fogliettini inutili. Appunti presi 3 mesi fa e già archiviati nella mente possono essere archiviati anche nel cestino. Metti ogni cosa al suo posto, riorganizza la scrivania in modo di vedere solo gli strumenti immediatamente necessari. Fare l’archivio in questo periodo è assolutamente il momento migliore.
  2. Prendi una nuova agenda. L’anno non è finito ma, se utilizzi un’agenda per gli appunti questo è il momento di acquistarne una nuova. Chilometri di pagine bianche su cui poter scrivere, spazio da condividere con i pensieri e le novità che ti aspettano. Psicologicamente avere davanti a te la strada spianata ti lascerà quel senso di libertà che tanto vorresti tener stretto dopo le vacanze.
  3. No alle Diete drastiche. Torniamo tutti un po’ appesantiti per le abbuffate con amici e parenti, le cene di benvenuto, quelle di ferragosto  e infine i saluti e i brindisi, in vacanza sembrano non finire mai. Ma il momento peggiore per mettersi a dieta è questo! Certamente non potrai pensare di gustarti spaghetti allo scoglio e frittura mista a pranzo, ma nemmeno ripartire con l’insalatina. Scegli piatti freschi, colorati e leggeri ma non privarti di gusto, profumo e sazietà. A stomaco vuoto ammazzi la creatività.
  4. Fai il punto. Apri le prime pagine della tua agenda e inizia con un bel TO DO. Riparti con l’elenco delle cose da fare, organizzale, dagli un ordine di priorità e non metterti fretta mentre lo fai. Non spaventarti, poniti delle scadenze realistiche che non possono essere “TUTTO ENTRO OGGI”.
  5. Riprendi dai contatti. Il business si fa con con le persone prima di tutto. Fai una serie di telefonate per far sapere che sei tornato, invitale a bere un caffè se puoi e inizia a far sapere che sei pronto e organizzato e non annoiato e triste.
  6. Allontana i brontoloni! L’anno ricomincia e questo significa nuove opportunità, nuovi incontri, nuove idee. Usa il tuo sorriso e allontana di chi si lamenta sempre, brontola e ha già il muso lungo al mattino presto. Il buono e cattivo umore sono contagiosi. Comincia da te stesso.

Ora si pronto per iniziare. Ancora qualche dubbio? Non disperare a Natale mancano sono 113 giorni! 🙂

 

Con la BPO digitalizzare si può, anche in outsourcing.

Parliamo di BPO (Business Process Outsourcing) con il nostro coworker Marco Torti, general manager della SolGem, una realtà nuova di consulenza e servizi, nata nel 2018, ma che affonda le proprie radici negli anni che hanno visto le profonde trasformazioni ed evoluzioni delle metodologie informatiche applicate al più ampio settore dei servizi aziendali.

«Cioè tutti quei servizi che le imprese affidano all’esterno per la dematerializzazione e la gestione della digitalizzazione, conservazione digitale, lettura automatica del dato, back office verticale e specilistico», spiega Torti.

Qualche esempio?

«Per un importante cliente del settore non profit stiamo sviluppando un progetto per la consultazione on line tramite portale documentale dedicato,  di tutti i versamenti effettuati dai donatori; ci occupiamo della scansione del modulo compilato, del bollettino o della ricevuta bancaria, e aggiorniamo l’anagrafica dell’associazione in tempo reale».

Ma come funziona un processo BPO?

«Il Business Process Outsourcing è il processo attraverso il quale un’azienda, generalmente di dimensioni medio-grandi, trasferisce attività gestionali all’esterno affidandole a un partner (outsourcer) altamente specializzato, al fine di manlevare le risorse interne da attività non direttamente orientate al core business aziendale. Ciò si traduce in un forte abbattimento dei costi gestionali ed in una riqualificazione professionale del personale aziendale a funzioni considerate a valore aggiunto». E’ chiaro, allora, il motivo per cui SolGem, che impiega le tecnologie digitali più evolute, è il  partner ideale nella gestione di tutte le attività di back office, data entry, digitalizzazione, customer comunication management. «Per una grande società della ristorazione collettiva stiamo gestendo la campagna di customer satisfaction basata sulla somministrazione di 150.000 questionari che dobbiamo stampare, postalizzare, distribuire alle mense servite e, una volta ritornati compilati, scannerizzare per la lettura ottica dei dati ed elaborare il risultato finale, da fornire al management della società», aggiunge Torti.

Per la consulenza in ambito BPO Solgem è partner di eGlue (70 dipendenti con sede a Segrate), che lavora con le grandi aziende, svariate multiutilities e gestisce la stampa digitale, la postalizzazione massiva e il documento dinamico.

eGlue è specializzata in CCM, cosa significa?

«Il Customer Comunication Management (CCM) consiste nell’insieme delle strategie che migliorano la creazione, la distribuzione, l’archiviazione e il recupero di comunicazioni personalizzate e di comunicazioni di business, siano essi in formato elettronico oppure fisico, scambiati fra aziende e clienti e fra azienda e azienda. La definizione ricomprende comunicazioni i cui contenuti vengono acquisiti da una molteplicità di fonti, vengono trasformati e adattati ai formati resi disponibili dalla tecnologia e sono distribuiti attraverso una molteplicità di canali, quali e-mail, sms, dispositivi mobili, pagine web, social media e stampa».

Intervista realizzata da Daniele Garavaglia – Corefab.

Smartworking Milano

Lavoro Smart. Qual è la tendenza oggi?

Un lavoratore su due chiede spazi per lo smart working

Anche il mercato italiano segna la tendenza che si registra a livello globale, dove è sempre più utilizzata la modalità dello smart working. Dalle imprese multinazionali alle start up sino ai freelance, il quadro che si va delineando depone a favore di una maggiore richiesta di spazi di lavoro flessibili.

Qui in Corefab, nuovo hub dell’innovazione aperto nel territorio dell’Alto Milanese, sono presenti e attive società di engineering, studi professionali, professionisti e società di servizi alle imprese.

Il dato è confermato anche da una recente ricerca condotta in Italia da IWG. Più in dettaglio, dalla ricerca emerge il 56% degli intervista dichiara di lavorare abitualmente in un luogo diverso dalla sede principale dell’azienda, il 41% sostiene di utilizzare spazi di lavoro flessibili una volta alla settimana.

Addirittura l’80% degli interpellati indica nel fattore produttività la chiave vincente del lavoro flessibile: lavorare in luoghi diversi rispetto al classico ufficio, sembra aumenti l’efficienza produttiva. Produttività che va di pari passo con la soddisfazione del lavoratore, che aumenta, per il 71%, lavorando da remoto.

Smart working significa anche adeguarsi con tempestività alle richieste del mercato: dal campione intervistato, si evince che, tra i motivi principali per cui si ricorre allo smart working vi è la capacità di rispondere rapidamente alle tempistiche dei mercati in cui si sviluppa o si contrae il business, sfruttando il fattore competitività, garantito da “uffici flessibili”, che garantiscono una presenza capillare sui mercati internazionali, mantenendo un filo diretto con la sede principale dell’azienda.

Da non trascurare, tra i motivi che depongono a favore del lavoro flessibile, anche gli aspetti legati ai costi di gestione degli uffici.

Secondo gli intervistati, questa modalità di lavoro comporta minori costi di gestione immobiliare, con conseguente capacità di liberare capitali da investire nella crescita. Tra i fattori positivi che depongono a favore di spazi alternativi in cui lavorare sono da annoverarsi, sempre secondo il campione demoscopico, l’ottimizzazione dei costi, la riduzione dei tempi improduttivi legati al pendolarismo e, laddove gli utilizzatori sono nuove imprese e start up, il minor rischio legato agli investimenti iniziali.

Coworking Cormano Corefab coworkers

Il team di Dynamica crea innovazione con la simulazione dinamica

Intervista al nostro coworker Andrea Bartolini.

I concetti di digital twin e virtual prototyping stanno entrando molto rapidamente  nel mondo della progettazione industriale: questo è il fulcro dell’attività di Dynamica, società fondata da Andrea Bartolini insieme a specialisti del mondo della ricerca, per sviluppare progetti d’innovazione in ambito modellazione e simulazione dinamica. Incontriamo Bartolini in Corefab, dove la società ha la sua sede operativa:

«La nostra mission è portare le nuove tecnologie di modellazione e simulazione dinamica all’interno nel normale work flow di progetto e sviluppo di nuovi prodotti, o processi produttivi, o sistemi di automazione industriale. Per questo Dynamica è il partner ideale ovunque si voglia creare innovazione per il proprio prodotto o processo produttivo».

In sostanza, la società  si propone come partner per la simulazione dinamica a partire dall’inizio del progetto del prodotto o del processo produttivo, sino al momento in cui devono essere verificate determinate performances, o si deve procedere alla fase della creazione prototipale e del collaudo, fino alla messa in servizio del processo produttivo. E’ interessante notare l’approccio customizzato dell’attività di Dynamica:

«Noi facciamo l’analisi del problema da risolvere o del progetto da realizzare e capiamo che tipo di modello può servire. Valutiamo se sia possibile utilizzare librerie di modelli già esistenti o se bisogna realizzarne ad-hoc. Siamo in grado di progettare le librerie e i modelli con il grado di dettaglio necessario e sufficiente  per il singolo problema o progetto. Una volta realizzato il modello, possiamo effettuare le simulazioni e l’analisi dei risultati, producendo un  report dei risultati ottenuti , oppure possiamo fornire la necessaria formazione ed il successivo follow-up per le prime applicazioni, nel caso in cui l’azienda voglia acquisire in tutto o in parte il know how da noi fornito», spiega Bartolini.

Al di là degli oggettivi aspetti di business, obiettivo di Dynamica è portare know how alle aziende, diffondendo la cultura della modellazione dinamica  come valore aggiunto al work-flow di progettazione e produzione, con una particolare attenzione verso l’utilizzo di risorse e piattaforme open source. In tale ottica Dynamica partecipa all’Open Source Modelica Consortium, che produce una piattaforma open source per la simulazione dinamica in linguaggio Modelica.

Tra i target di Dynamica si annoverano settori industriali molto diversi, in genere aziende interessate a sviluppare innovazione o miglioramenti su prodotti o processi produttivi.  Negli ultimi anni Dynamica è stata impegnata su progetti per la simulazione di grosse reti elettriche di distribuzione a livello nazionale e transnazionale, nello sviluppo di digital twins di sistemi meccanici e oleodinamici, nella simulazione di impianti per produzione di energia a basso impatto ambientale.

«Abbiamo attivato da un anno e mezzo un nuovo filone di ricerca dedicato alla manutenzione programmata o predittiva. Oggi esistono modelli essenzialmente basati sui dati, la nostra idea è affiancare a tali modelli quelli basati sui principi della fisica, in modo da creare una sinergia che permetta, da un lato, di estendere il range di applicazione del modello oltre quello reso disponibile dai dati, e dall’altro di avere una solida base multifisica, a garanzia della solidità dei risultati. Nell’ambito di questo progetto, nel 2017 abbiamo presentato ad SPS-IPC Drives un primo esempio di modello di asse meccanico in grado di girare direttamente su hardware di controllo industriale».

Per saperne di più: Andrea Bartolini, andrea.bartolini@dynamica-it.com, www.dynamica-it.com.