Sostenibile ora si associa con Coworking!

Nel post Covid lavorare in smart working da un coworking diventa una scelta sostenibile.

Sostenibile è un termine molto abusato nell’ultimo periodo e spesso è associato ad un contesto green. Per sostenibile si intende un approccio sociale, economico e ambientale equilibrato nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

Esiste da anni una forma di lavoro “sostenibile”, che è il coworking.

Il coworking rappresenta la condivisione di uno spazio di lavoro da parte di persone che svolgono attività lavorative anche molto diverse ma che fisicamente occupano lo stesso luogo, avendo la possibilità di usufruire di servizi e benefici in comune (cucina, palestra, parcheggio, internet, stampanti etc).

All’interno di questi spazi di lavoro la FLESSIBILITÀ’ è la parola d’ordine, ma  allo stesso tempo è diventata sempre più alta l’attenzione ad un approccio sempre più ecologico.

L’ecosostenibilità e la trasformazione verso un concetto di lavoratore green, spinge sempre più aziende a scegliere per i propri dipendenti in smart working una soluzione che riduca progressivamente l’impatto ambientale.

Riduzione degli sprechi, basso consumo e provenienza naturale, si aggiungono alle caratteristiche ricercate da chi, nell’era del post covid, ha bisogno di un ufficio o di una postazione per portare avanti il proprio business.

Secondo recenti studi, è stato dimostrato che l’adozione dello Smart Working ha ridotto la congestione stradale, i consumi energetici e, in generale, l’impatto ambientale degli spostamenti casa/lavoro. I risultati del primo rapporto europeo Life Prepair che ha analizzato la qualità dell’aria nel bacino padano su cui vive il 40% della popolazione e che produce oltre il 50% del PIL nazionale, dicono che

nei primi mesi del 2020,la crisi sanitaria causata dalla pandemia COVID-19 e le conseguenti misure di contenimento adottate, hanno generato una drastica e repentina riduzione di alcune tra le principali sorgenti di inquinamento atmosferico.

Questi dati sono frutto della riduzione improvvisa della mobilità casa/lavoro e dell’obbligo del lavoro agile che inizialmente ha visto la necessità di utilizzare le proprie abitazioni private come nuovo spazio di lavoro, mentre ora permette di trasferire ogni tipo di business nelle realtà di coworking che sono in grado, grazie alla condivisione di un alto numero di servizi, di continuare a lavorare in ottica totalmente green.

Anche il  mercato del lavoro è cambiato alla velocità della luce e le connessioni remota hanno dato la possibilità di essere più flessibili e di organizzare al meglio il proprio tempo e le proprie attività in base a quelle che sono le singole esigenze di freelance, liberi professionisti e, ora, anche dei lavoratori dipendenti delle aziende tra i quali vi sono moltissime donne.

La categoria femminile si è vista investita negli ultimi mesi, della maggior parte delle criticità post Covid-19.

A partire dalla gestione della famiglia, che doveva necessariamente essere compatibile con il proseguimento della vita lavorativa, la donna ha dovuto trovare soluzioni innovative e spesso sacrifichevoli per poter essere al tempo stesso mamma e manager.

Ecco perché valutare di poter usufruire di una postazione di coworking vicino casa per poter continuare a lavorare agilmente e, all’occorrenza staccarsi per occuparsi della famiglia, permette a questa categoria di riprendere il proprio ruolo nel mondo del lavoro uscendo, per le ore che sono necessarie, dalle mura domestiche in cui è stata reclusa per mesi.

Allo stesso tempo la donna è quella che risulta essere la più attenta alla sostenibilità. Dall’ultima indagine fatta sul Nielsen Consumer Panel emerge infatti che le donne hanno comportamenti più ecologici degli uomini, e che quindi risulterebbero più orientate a rientrare nel mondo del lavoro sfruttando delle opportunità che permettano di partecipare allo sviluppo sostenibile del proprio territorio.

Lo smart working quindi entra a tutti gli effetti nei progetti di moltissime aziende che utilizzeranno questa opportunità per poter intraprendere un nuovo percorso sostenibile partendo dal benessere del proprio team.

 

Tavolo di lavoro per strategia di marketing

Il ruolo dei Social Media nella strategia aziendale

Nella strategia aziendale, i social media sono il driver vincente.

In questo periodo fatto di incertezze, ansie e dubbi, gli effetti della pandemia mondiale si stanno riversando sia sui singoli che sulle realtà aziendali più o meno strutturate.

Come abbiamo già anticipato, questo stop obbligato sta permettendo alle aziende di ripensare alla propria organizzazione imparando a vederla sotto punti di vista diversi e scoprendo soluzioni e strumenti nuovi che rendono il lavoro quotidiano anche più efficiente.

Dopo aver ristrutturato internamente il modo di operare e lavorare occorre però mettere mano anche alla strategia aziendale e fare un’analisi dettagliata delle proprie risorse.

I focus si spostano quindi su queste 4 azioni chiave:

  • trovare strategie alternative
  • sfruttare i punti di forza e focalizzare la comunicazione su di essi
  • essere propositivi e trasferire la sensibilità legata al ritorno
  • attivare iniziative di responsabilità sociale

swot-analysis-strategia-aziendale-300x200 Il ruolo dei Social Media nella strategia aziendale

Agli inizi ogni azienda ha prodotto l’analisi SWOT per creare il proprio Business Plan, ma ora occorre rivederla e improntarla sulla nuova pianificazione, sulla gestione dell’emergenza.

Mettere in luce quali sono forze, debolezze, opportunità e minacce renderà più semplice il lavoro e permetterà di pianificare tutte le successive azioni.

Se avete in attivo un buon ufficio marketing o vi è chiara l’importanza della gestione della parte di comunicazione aziendale, certamente nella sezione delle opportunità avrete indicato i Social Network.

Perchè? Ve lo spieghiamo facendo una rapida analisi della situazione globale ai tempi del Coronavirus.

Analizzando il mercato è evidente che la permanenza forzata a casa ha fatto crescere il tempo trascorso davanti a tv, desktop e mobile App. In Italia il traffico in rete è aumentato del 40%  vedendo un incremento esponenziale di social media e messaggistica istantanea. I contenuti che maggiormente vediamo condivisi sono video, live streaming e giochi. Siamo entrati in una dimensione di iperconnessione, in cui la domanda e l’offerta di intrattenimento raggiungono livelli mai visti prima d’ora.

In questo scenario di crisi però la moltissime aziende tagliano o riducono gli investimenti di marketing per abbassare il più possibile l’impatto su fatturato. Altre invece mantengono un marketing piuttosto tradizionale sfruttando i propri canali puramente per informare rispetto alla nuova situazione interna, comunicando orari o l’impossibilità di poter far fronte a tutte le richieste. Si cerca inoltre di inviare messaggi di solidarietà, ma questo tipo di comunicazione ha una breve durata e si colloca in un mare di pessimismo e tristezza che non è certamente parte di una strategia vincente.

E poi ci sono le aziende che alzano la testa e comprendono che questo momento può diventare una vera opportunità.

Coloro che hanno appreso le principali nozioni di utilizzo di questi canali o predisposto un team dedicato al loro studio e sviluppo staranno certamente rivedendo il piano editoriale per trasferire, ove possibile, gran parte della propria attività online.

Chi invece parte da una quasi totale assenza della propria presenza sulle principali piattaforme (Facebook, Instagram, Whatsapp Business, Linkedint, Tik Tok) dovrà adoperarsi al più presto e prevedere una formazione accurata per non rischiare di buttarsi in un’attività nuova e non saperla gestire, con il rischio che invece di essere un’ OPPORTUNITA’ diventi un enorme PROBLEMA.

Non sempre questo è possibile anche perché molte attività non possono improvvisamente decidere di vendere online. Ma la vendita non il fine di questa nuova strategia o perlomeno non nell’immediato.

Prendiamo ad esempio il caso del Pineta Hotel che ha visto, come tutti i suoi colleghi del mondo alberghiero, l’improvviso stop di tutte le attività e che ha attivato subito un programma di interazione con i propri clienti attraverso il blog, le dirette, i video e contenuti utili di cui poter usufruire gratuitamente a casa nel periodo di quarantena sfruttando quindi il proprio sito internet e i social network.

Questo Hotel ha cambiato totalmente il suo focus, realizzando che la strategia di business più efficace puntava alla cura del benessere dei propri clienti….online.

Il livello di interazione è stato così alto che hanno iniziato a ricevere foto e video dagli utenti come sostegno e condivisione, assicurandosi un posto nella mente di questi ultimi che si ricorderanno certamente di questa iniziativa in fase di prenotazione.

E’ palese come l’utilizzo delle piattaforme social sia quindi al centro della programmazione della strategia aziendale e lo evidenziano anche i dati comunicati da Mark Zuckerberg che, in piena emergenza, ha comunicato che Il traffico di chiamate e messaggi su Whatsapp e Messenger è più che raddoppiato in Italia, e negli altri paesi maggiormente colpiti dall’epidemia affermando che

  In Italia il traffico su Whatsapp è ben oltre il picco che di solito si raggiunge a Capodanno e lo è in modo sostenuto nel tempo

Secondo i dati, il tempo trascorso dagli italiani sulle app dell’ecosistema Facebook, che comprende Instagram, Messenger e WhatsApp, è aumentato del 70% dall’inizio della crisi. Nell’ultimo mese lo scambio di messaggi è cresciuto del 50%, mentre le visualizzazioni delle dirette, Instagram e Facebook Live, sono raddoppiate nell’arco di una settimana.

In questo boom mediatico occorre fare alcune valutazioni:

  • I nostri competitors come si stanno muovendo?
  • Quali investimenti economici riesco a mettere a disposizione?
  • Come posso trasferire i valori del mio brand sui canali che ho a disposizione?

Agire tempestivamente, farlo con consapevolezza e creatività, ma senza per questo rischiare di sforare nel qualunquismo o in una errata esposizione mediatica, è certamente la base da cui partire per la riprogrammazione della strategia aziendale che in questo modo diventa il motore che non fa spegnere le attività di business.

Attiviamoci anche per confrontarci e darci idee, fateci sapere come vi state muovendo e quali iniziative avete pianificato per gestire questo periodo di crisi, commentate questo articolo e diamo vita al networking che sappiamo fare molto bene.

Laptop durante smartworking

Diventare Smart per necessità

Smart Working nell’epoca del Coronavirus Covid-19

Com’è cambiata la vita lavorativa di tanti dipendenti di grandi e piccole aziende da quando il virus li ha confinati tutti nelle proprie abitazioni?

Stare a casa è la regola e dobbiamo attenerci a queste disposizioni per poter sconfiggere il Virus e tornare ad una vita normale. Per farlo tantissime aziende si sono mosse per permettere ai dipendenti di lavorare in modalità Smart.

Per assurdo nel 2020 ancora molte realtà aziendali, anche di grandi dimensioni, non accettano nemmeno le più piccole forme di avvicinamento al lavoro agile e ci è voluta una pandemia per muovere i primi passi verso questa direzione.

In tanti hanno scoperto che è possibile la tipologia del lavoro flessibile e che è perfino semplice adottarla apportando dei vantaggi che mai avrebbero immaginato, ma erano lì davanti ai loro occhi.

Non discuteremo se è giusto o sbagliato, non discuteremo del perchè ci sono voluti anni e catastrofi per rendere tutto questo possibile, ma illustreremo 4 semplici consigli da adottare per lavorare SMART in modo semplice ed efficace.

Per prima cosa, occorre attivare subito degli strumenti per non perdere i contatti con il TEAM e i progetti in corso. Un primo tool da poter utilizzare è certamente una piattaforma online dove potersi confrontare utilizzando anche le videochiamate. Abbiamo individuato tra le migliori MICROSOFT TEAMS che permette la comunicazione e la collaborazione a distanza del gruppo di lavoro. E’ utilizzabile in 3 modi diversi:

  • Da Desktop installando l’app sul Pc (solo installando Office 365)
  • Online nella versione web (non è necessario installare nulla sul pc)
  • Da Mobile scaricando l’app sia con Android che IOS

L’utilizzo di Microsoft Teams è gratuito e può ospitare fino a 300 utenti. I vantaggi sono molteplici a partire dalla possibilità di collegare su un’unica piattaforma tutte le persone coinvolte in un progetto dimezzando tempi e azioni, inoltre permette di condividere documenti e file in totale sicurezza. 

Un secondo strumento molto valido, sia ora che siamo in modalità Smart ma da portare avanti anche nella quotidianità della “vita da ufficio”, è certamente TRELLO.

Trello è un software molto semplice e intuitivo che permette di gestire tutti i tuoi progetti e organizzarli al meglio.

Si può utilizzare sia da desktop collegandosi al sito www.trello.com che da mobile disponibile sia per IOS che per Android. In questo modo è possibile lavorare su pc ma avere tutta l’organizzazione a portata di Smartphone.
Anche questo tool è gratuito e permette di condividere con il TEAM i diversi lavori divisi per schede, inserendo tempi di scadenza e priorità assegnando compiti e responsabilità.
Non resta che provarlo subito personalizzandolo in base alle proprie esigenze.

Oltre a questi validi mezzi per ridurre le distanze occorre però adottare anche delle abitudini che permettano di non perdere la reale dimensione di tempi e spazi.

Per chi ha sempre lavorato in un ufficio o un coworking questo cambiamento non è semplice ecco perchè vi consigliamo di agire sull’ambiente di lavoro e la programmazione di un routine:

  • Pianificare delle consuetudini che aiutino a separare il momento lavoro dalla vita personale domestica, per evitare di lavorare H24
  • Se possibile adibire uno spazio fisico dedicato solo al lavoro
  • Preparati come se dovessi andare a lavoro, che si traduce in comodità ma non in pigiama
  • Fissa degli orari di lavoro e rispettali.
  • Evita di mangiare davanti al pc e fai la pausa pranzo. (In una situazione normale sarebbe meglio uscire a fare una passeggiata ma ora rispettiamo le regole e RESTIAMO A CASA).

Infine come ultimo suggerimento c’è quello che riguarda i RAPPORTI UMANI.

Proprio in questo periodo in cui dobbiamo limitare le aggregazioni sociali occorre trovare un modo per accelerare le condivisioni virtuali.

Nella tua organizzazione lavorativa preventiva almeno 1 giorno alla settimana per fare una conference call con i colleghi in modo da confrontarvi sul lavoro svolto, sui progetti in sospeso e rompere il silenzio di casa (o il rumore considerando che molti hanno anche i bambini che gironzolano).

La cosa migliore è avere una call a inizio settimana e una in chiusura in modo che abbiate sempre una cadenza fissa per potervi sentire. Oltre ad aiutare l’organizzazione del lavoro permette di mantenere una routine di relazioni sociali anche se virtuali.

Anche in questa occasione speriamo che, come Corefab vi sia stato utile il nostro aiuto e continueremo a sostenere imprenditori e professionisti attraverso tutti i mezzi a nostra disposizione, in attesa di rivedervi nella nostra Location.

Rimaniamo uniti anche da casa.

 

Volto dipinto

Nuove forme di inclusione!

Anche nel mondo del Business, l’inclusione è un tema da affrontare con le giuste strategie.

Si parla spesso di come poter coinvolgere e integrare tutti gli individui di una stessa comunità, anche nel mondo del lavoro.

Persone con esperienze diverse, competenze trasversali e storie personali che possono arricchire la realtà lavorativa in cui ci troviamo, fornendo idee, attitudini e proposte nuove da cui ripartire e crescere insieme.

La vastità delle personalità che si trovano in una stessa azienda, è fonte di ricchezza per il futuro dell’impresa che si trova a poter usufruire di differenti abilità date, non solo dalla preparazione scolastica o dall’esperienza lavorativa acquisita nel tempo, ma dalla propria storia personale ed emotiva.

E’ sempre più evidente come il Team sia vero traino, il motore di ogni attività di business. La prima grande community su cui investire, pianificare e mettere in pratica iniziative concrete.

Il potenziale cliente lavora già con noi quindi è da lui che occorre partire. Analizzare, targhettizzare, agire.

Negli anni sono nate tante iniziative mirate a favorire il benessere aziendale.

Il ruolo della presenza femminile, per esempio, è stato preso come riferimento per valorizzare e favorire una categoria fino ad oggi penalizzata, spesso per le responsabilità familiari che cambiano nel corso del tempo. Oggi le mamme che lavorano, in sempre più realtà, sono viste come un vero punto di forza.

Le capacità di problem solving, l’analisi del linguaggio del target a cui si riferiscono, la rapidità nella risoluzione di problematiche complesse, sono finalmente riconosciuti come requisiti di merito.

Ecco perché si cerca di creare situazioni sempre più favorevoli, come per esempio la possibilità di lavorare in Smart Working o, ancora più recente, una forma di lavoro per obiettivi e con orari liberi dove è il dipendente a dover/poter organizzare la propria giornata e i propri orari in funzione degli obiettivi aziendali da raggiungere.

E’ inoltre di questi giorni la notizia che nelle aziende del gruppo Kering, dal 1 gennaio 2020, anche i papà potranno usufruire di un congedo parentale di 14 settimane retribuito al 100%, a partire dalla nascita o adozione di uno o più bambini.

L’azienda ha comunicato:

Questa iniziativa all’avanguardia rientra nell’impegno del Gruppo verso la parità di genere, il benessere sul posto di lavoro e l’equilibrio tra vita privata e professionale

Sempre un utopia? No è realtà.

Per fare questo però occorre dedicare del tempo alla conoscenza del proprio Staff.

Le imprese hanno sempre molto bisogno di migliorare il clima e la fiducia reciproca o nell’azienda stessa.

Si possono quindi attivare degli interventi mirati, comunemente chiamati TEAM BUILDING.

La cucina è certamente uno dei luoghi più adatti per realizzare un team building efficace perché è grado di rispondere ai principali bisogni formativi individuati dalle aziende allenando le soft skills dei dipendenti (ovvero le competenze trasversali non legate ai titoli di studio):

  • capacità di comunicare (ascoltare, persuadere, interagire)
  • creatività e curiosità
  • entusiasmo, buon umore e pazienza
  • collaborare per un obiettivo comune
  • coordinamento di un team
  • potenziare la fiducia in se stessi e nel gruppo sviluppando doti di leadership
  • scoprire e/o accettare l’aiuto degli altri
  • capacità di ideare soluzioni nuove davanti a improvvise criticità

Scegliere un percorso formativo/conoscitivo come il Cooking Team Building significa innanzitutto orientarsi verso un percorso polisensoriale (ciascuno dei 5 sensi sarà inevitabilmente coinvolto nelle diverse attività) per poi contemporaneamente utilizzare risorse strategicamente importanti come la capacità di organizzazione, l’attitudine, il metodo e lo spirito di iniziativa.

Durante questo tipo di attività si comprende che dentro un gruppo forte si vale di più e il team diventa così la leva organizzativa per affrontare in modo flessibile mutamenti, criticità e innovazioni.

Tutto questo è possibile divertendosi, abbattendo i ruoli tradizionali e rendendo tutti protagonisti, facendo diventare un momento formativo una reale esperienza di crescita e miglioramento.

 

Padre e figlia in passaggio generazionale

Generazione 4.0. Come coltivare il Business di domani.

La strada per dare una spinta allo sviluppo economico si costruisce oggi.

Lo abbiamo sentito e letto ormai tantissime volte, il futuro lavoro dei nostri figli probabilmente ancora non esiste e quindi, come fare a prevedere quale sarà la strada giusta su cui indirizzarli? Il percorso formativo più adatto o il programma di studio che garantisca un posto di lavoro “sicuro”?

Non prendiamoci in giro, Il-posto-fisso-in-Italia-300x200 Generazione 4.0. Come coltivare il Business di domani.il sogno del POSTO FISSO è un ricordo ormai lontano, i Millennials hanno altri progetti in mente che si avvicinano di più all’indipendenza intellettuale ed economica. Oggi nascono Start up come i funghetti dopo la pioggia e domani?

Il futuro non si prevede, si programma

ricordano e ripetono i massimi esperirti di business ed economia moderna, quindi?

Quindi iniziamo a porci le domande giuste e cercare le opportunità migliori che offre il nostro vasto territorio di competenze digitali affinché il percorso da costruire e pianificare si avvicini il più possibile a quello che sarà il lavoro da INVENTARE nel domani dei nostri figli.

Ma i ragazzi di oggi sono sempre super impegnati nelle attività sportive, catechismo, corsi di recupero e…..videogiochi. Trovare il tempo per fare nuove esperienze sembra quasi impossibile.

In realtà non lo è.

La cosa più sensata sarebbe poter ricevere a scuola un primo stimolo educativo e, molto lentamente, questo accadrà ma il futuro è dietro la porta e purtroppo non abbiamo il tempo di attendere che la scuola si adegui.

Ecco perchè occorre cercare di sfruttare quello che abbiamo oggi a disposizione per trasformarlo in una concreta opportunità di crescita, sia per i bambini ma, prima di tutto, per i genitori.

Vi raccontiamo le 5 strade che come Corefab Education abbiamo pensato di mettere in piedi e che possono essere un ottimo spunto per partire:

  1. Affidiamoci a persone competenti, con un bagaglio di esperienze e pianifichiamo un programma che dia supporto alla famiglia nel suo completo. Significa poter mettere un bambino davanti ad un pc, un tablet o un qualsiasi dispositivo elettronico e non lasciarlo abbandonato nel mare di informazioni e stimoli che inevitabilmente riceverà. Non improvvisiamo se non sappiamo come fare, cerchiamo il supporto di chi è un esperto nel settore.
  2. Ascoltiamo le richieste, le passioni e i desideri dei bambini/ragazzi. Ognuno coltiva dentro se un interesse particolare verso una materia, un sogno, un’aspirazione. Attraverso il gioco è facile stimolare questi istinti e tirarli fuori iniziando a costruire un percorso che nasce da un’esigenza vera.
  3. Iniziamo a pensare senza barriere. Nel 2019 non esiste più “chi non può fare qualcosa”. Se lo vogliamo lo facciamo e i mezzi si trovano. Quindi iniziamo a far capire alle bambine che non ci sono lavori da maschi e materie da maschi, che possono sognare di diventare delle scienziate, ingegneri o astrofisiche nucleari senza problemi. Anche le difficoltà di apprendimento trasformiamole in un’opportunità per trovare nuovi modi e nuovi mezzi per rendere ogni progetto accessibile e fruibile per tutti.
  4. Tiriamoli giù dal divano. Sembrerà anche facile poter gestire le incombenze genitoriali se il bambino è impegnato e concentrato nel videogioco di grido in questo momento, illudendoci che ha bisogno di un po’ di tempo per riposarsi. Ma si sta riposando? No. E se gli proponessimo di crearlo da solo il prossimo Fortnite del futuro? Ci sono tanti strumenti gratuiti online ma naturalmente occorre farsi guidare da chi sa usarli per evitare che il bambino si perda nel web senza saperlo gestire e soprattutto che si scoraggi pensando di non potercela fare.
  5. Ottimizziamo il tempo. Abbiamo trovato le risorse, ci siamo presi l’impegno di ascoltare le loro esigenze, superato dubbi e preconcetti, ma il tempo? Fermiamoci a pensare un momento. Quali sono quei momenti in cui non ci sono allenamenti, partite, videogiochi, scuola, compiti e abbiamo anche dedicato il giusto tempo alla NOIA (un po’ di noia aiuta e rigenera) ? La notte. No non è vero, stiamo scherzando. Se i dopo scuola sono già tutti occupati pensiamo a quando le chiusure scolastiche obbligatorie ci mettono in crisi con il lavoro, dove mandiamo i ragazzi?

Insomma, diamo loro la possibilità di sperimentare e scegliere.

Sport, attività educative divertenti, ma allo stesso tempo, stimolanti per creatività e intelletto. Diamo al tempo il giusto valore, il corretto contenuto e permettiamo ai ragazzi di poter avere a portata di mano un’ampia offerta, in modo che sperimentino e comprendano quale sarà il loro progetto per il futuro.

Laptop caffè e notepad e caffe

Come scrivere il messaggio di “Out of Office ” durante le vacanze.

5 regole per scrivere al meglio il messaggio di “Out of office” nella vostra casella mail.

Quando andate in vacanza il lavoro “dovrebbe” fermarsi, i pensieri si indirizzano verso i propri cari, la famiglia, il tempo libero e l’unico obiettivo è rilassarsi.

Rilassarsi significa anche staccare dalla vita di tutti i giorni, dai pensieri quotidiani ed evitare di farsi rincorrere dai pensieri legati al al lavoro. Se la tua assenza è stata organizzata per bene allora puoi procedere con l’inserimento del messaggio di “Out of Office” che tutti i tuoi contatti riceveranno automaticamente ogni volta che, durante le tue vacanze, invieranno una mail alla tua casella di posta.

Per far sì che non risulti una mail antipatica con il rischio di abbassare drasticamente la qualità della nostra professionalità, è bene ricordare 5 regole fondamentali:

  1. Indicare chiaramente il periodo di assenza e il giorno esatto in cui si rientrerà operativi, visto che quest’ultimo potrebbe non coincidere con il giorno di fine ferie.
  2. Per molte professioni è necessario indicare un numero di telefono per le emergenze. Può essere quello del collega che non va in ferie o di un centralino che può rispondere in maniera immediata alle prime basilari necessità.
  3. Valutare il proprio pubblico di riferimento ed inserire, se necessario, la traduzione in Inglese del messaggio.
  4. Non limitarsi a dire che si è assenti facendo presupporre che ignorerete ogni tipo di contatto umano ma specificate che avrete limitato accesso alla mail, così da far capire che potrete rispondere ma non tempestivamente.
  5. Evitare qualsiasi forma di ironia se il vostro pubblico non rientra totalmente in questo specifico target. Meglio essere professionali, precisi e brevi.

E’ molto semplice, meglio non scordare queste brevi consigli per evitare di perdere la credibilità su cui avete lavorato tutto il resto dell’anno.

Scuola di cucina Milano Cormano

Il Team Building per ritrovarsi e ricostruire.

Questione di Team! Momenti e appuntamenti per fare gruppo e ripartire.

Le aziende, piccole o grandi, hanno tutte bisogno di avere un momento per ritrovarsi, confrontarsi e superare eventuali problemi o ostilità. Emerge infatti la necessità di migliorare l’intesa tra i propri dipendenti per il raggiungimento di risultati produttivi o migliorare il servizio clienti.

Condividere uno spazio di lavoro non è sempre semplice e soprattutto, non basta per creare quell’affiatamento che innesca il meccanismo automatico della collaborazione. Occorre prendere in considerazione il fatto che i componenti di un team, spesso hanno personalità differenti ma valori condivisi (fiducia, coesione, collaborazione, comunicazione etc..).

Per rafforzare questi legami occorre dar vita ad una situazione che permetta a tutti i componenti del team di partecipare ad un unico progetto, senza distinzione di ruoli o livelli, e che il lavoro di ognuno contribuisca al raggiungimento dell’obiettivo comune.

La metodologia del  team building arriva dal mondo della formazione esperienziale ed è molto sviluppata all’estero, soprattutto in Usa e nel Nord Europa, dove esistono e vengono praticate da più di mezzo secolo. Il Team Building a Milano risulta più sviluppato che in altre città d’italia per il fatto che molte multinazionali con sede a Milano desiderano replicare in Italia ciò che fanno i colleghi di altri paesi.

Attivita-di-teambuilding-Cormano-Milano-300x200 Il Team Building per ritrovarsi e ricostruire.I team building più efficaci vengono effettuati con metodologie esperienziali, ovvero facendo vivere in prima persona delle vere e proprie “esperienze” ai partecipanti.  Nell’approccio esperienziale il partecipante è sempre il protagonista partendo dal presupposto secondo cui le situazioni di maggior impatto sono quelle che viviamo con tutti i nostri sensi, quelle nelle quali si scatenano intense emozioni, interagiamo con altri e ci divertiamo.

Vivere in prima persona qualcosa anziché farselo raccontare aumenta le probabilità che dall’esperienza si generi apprendimento, che quanto appreso rimanga nella nostra memoria e che cambi concretamente i nostri comportamenti e azioni.

Tra le esperienza più efficaci, troviamo certamente il Cooking Team Building.

In cucina ci si divide i compiti, si ride, si sperimenta e si lavora in armonia proprio come vorremmo che fosse all’interno dell’azienda. La brigata di cucina deve essere formata da persone fortemente motivate a stare insieme, che collaborano per creare nuovi piatti.

Corefoodla scuola di cucina appena nata a Cormano, e che si trova all’interno della grande struttura dove risiede anche Corefab, ha al suo interno un programma dedicato alle aziende che vogliono cimentarsi in questa nuova esperienza tra i fornelli.

Un’area di 400 mq, 10 tavoli di lavoro e uno centrale di oltre 3 mt, per lo chef, 40 piani a induzione. Tutta l’attrezzatura di una vera cucina professionale è a disposizione per la realizzazione di un Team Building completo, divertente e coinvolgente.

Coinvolgere, Divertire, Motivare, questo è il motto per un Team Building efficace. Una giornata che stimoli la capacità di lavorare in Team collaborando per creare il menù perfetto. Un  momento ludico che diventa metafora della quotidianità aziendale.

sulla griglia di partenza

Affrontare il rientro dopo le Vacanze. Consigli utili per ripartire!

Il ritorno al lavoro dopo le vacanze è duro e faticoso?

Qualche semplice e utile consiglio può migliorare la tua ripresa.

Settembre, si sa, porta con se l’inizio di un nuovo anno. Riprende il lavoro, riaprono le scuole, si ritorna alla routine di tutti i giorni.

Spesso è difficile riuscire a riabituarsi alla quotidianità frenetica soprattutto dopo aver trascorso qualche settimana di vacanza sotto al sole, con orari flessibili e azioni rallentate. Il dolce suono delle onde del mare è un lontano ricordo e anche il balcone vista spiaggia sembra un’illusione ottica guardando fuori dalla finestra dell’ufficio.

Per affrontare al meglio queste giornate occorre adottare qualche semplice trucchetto. In questo modo si possono evitare inutili stress sia fisici che psicologici, in modo da non disintegrare il tanto desiderato equilibrio che abbiamo conquistato durante il periodo festivo.

  1. Riordina. Per ricominciare in maniera serena occorre liberarsi dagli stress e il primo è proprio sulla nostra scrivania. Il disordine è il nemico di ogni lavoratore, di qualsiasi grado o mansione. Liberati di foglietti e fogliettini inutili. Appunti presi 3 mesi fa e già archiviati nella mente possono essere archiviati anche nel cestino. Metti ogni cosa al suo posto, riorganizza la scrivania in modo di vedere solo gli strumenti immediatamente necessari. Fare l’archivio in questo periodo è assolutamente il momento migliore.
  2. Prendi una nuova agenda. L’anno non è finito ma, se utilizzi un’agenda per gli appunti questo è il momento di acquistarne una nuova. Chilometri di pagine bianche su cui poter scrivere, spazio da condividere con i pensieri e le novità che ti aspettano. Psicologicamente avere davanti a te la strada spianata ti lascerà quel senso di libertà che tanto vorresti tener stretto dopo le vacanze.
  3. No alle Diete drastiche. Torniamo tutti un po’ appesantiti per le abbuffate con amici e parenti, le cene di benvenuto, quelle di ferragosto  e infine i saluti e i brindisi, in vacanza sembrano non finire mai. Ma il momento peggiore per mettersi a dieta è questo! Certamente non potrai pensare di gustarti spaghetti allo scoglio e frittura mista a pranzo, ma nemmeno ripartire con l’insalatina. Scegli piatti freschi, colorati e leggeri ma non privarti di gusto, profumo e sazietà. A stomaco vuoto ammazzi la creatività.
  4. Fai il punto. Apri le prime pagine della tua agenda e inizia con un bel TO DO. Riparti con l’elenco delle cose da fare, organizzale, dagli un ordine di priorità e non metterti fretta mentre lo fai. Non spaventarti, poniti delle scadenze realistiche che non possono essere “TUTTO ENTRO OGGI”.
  5. Riprendi dai contatti. Il business si fa con con le persone prima di tutto. Fai una serie di telefonate per far sapere che sei tornato, invitale a bere un caffè se puoi e inizia a far sapere che sei pronto e organizzato e non annoiato e triste.
  6. Allontana i brontoloni! L’anno ricomincia e questo significa nuove opportunità, nuovi incontri, nuove idee. Usa il tuo sorriso e allontana di chi si lamenta sempre, brontola e ha già il muso lungo al mattino presto. Il buono e cattivo umore sono contagiosi. Comincia da te stesso.

Ora si pronto per iniziare. Ancora qualche dubbio? Non disperare a Natale mancano sono 113 giorni! 🙂

 

ingranaggi del business

Con la BPO digitalizzare si può, anche in outsourcing.

Parliamo di BPO (Business Process Outsourcing) con il nostro coworker Marco Torti, general manager della SolGem, una realtà nuova di consulenza e servizi, nata nel 2018, ma che affonda le proprie radici negli anni che hanno visto le profonde trasformazioni ed evoluzioni delle metodologie informatiche applicate al più ampio settore dei servizi aziendali.

«Cioè tutti quei servizi che le imprese affidano all’esterno per la dematerializzazione e la gestione della digitalizzazione, conservazione digitale, lettura automatica del dato, back office verticale e specilistico», spiega Torti.

Qualche esempio?

«Per un importante cliente del settore non profit stiamo sviluppando un progetto per la consultazione on line tramite portale documentale dedicato,  di tutti i versamenti effettuati dai donatori; ci occupiamo della scansione del modulo compilato, del bollettino o della ricevuta bancaria, e aggiorniamo l’anagrafica dell’associazione in tempo reale».

Ma come funziona un processo BPO?

«Il Business Process Outsourcing è il processo attraverso il quale un’azienda, generalmente di dimensioni medio-grandi, trasferisce attività gestionali all’esterno affidandole a un partner (outsourcer) altamente specializzato, al fine di manlevare le risorse interne da attività non direttamente orientate al core business aziendale. Ciò si traduce in un forte abbattimento dei costi gestionali ed in una riqualificazione professionale del personale aziendale a funzioni considerate a valore aggiunto». E’ chiaro, allora, il motivo per cui SolGem, che impiega le tecnologie digitali più evolute, è il  partner ideale nella gestione di tutte le attività di back office, data entry, digitalizzazione, customer comunication management. «Per una grande società della ristorazione collettiva stiamo gestendo la campagna di customer satisfaction basata sulla somministrazione di 150.000 questionari che dobbiamo stampare, postalizzare, distribuire alle mense servite e, una volta ritornati compilati, scannerizzare per la lettura ottica dei dati ed elaborare il risultato finale, da fornire al management della società», aggiunge Torti.

Per la consulenza in ambito BPO Solgem è partner di eGlue (70 dipendenti con sede a Segrate), che lavora con le grandi aziende, svariate multiutilities e gestisce la stampa digitale, la postalizzazione massiva e il documento dinamico.

eGlue è specializzata in CCM, cosa significa?

«Il Customer Comunication Management (CCM) consiste nell’insieme delle strategie che migliorano la creazione, la distribuzione, l’archiviazione e il recupero di comunicazioni personalizzate e di comunicazioni di business, siano essi in formato elettronico oppure fisico, scambiati fra aziende e clienti e fra azienda e azienda. La definizione ricomprende comunicazioni i cui contenuti vengono acquisiti da una molteplicità di fonti, vengono trasformati e adattati ai formati resi disponibili dalla tecnologia e sono distribuiti attraverso una molteplicità di canali, quali e-mail, sms, dispositivi mobili, pagine web, social media e stampa».

Intervista realizzata da Daniele Garavaglia – Corefab.

Smartworking laptop

Lavoro Smart. Qual è la tendenza oggi?

Un lavoratore su due chiede spazi per lo smart working

Anche il mercato italiano segna la tendenza che si registra a livello globale, dove è sempre più utilizzata la modalità dello smart working. Dalle imprese multinazionali alle start up sino ai freelance, il quadro che si va delineando depone a favore di una maggiore richiesta di spazi di lavoro flessibili.

Qui in Corefab, nuovo hub dell’innovazione aperto nel territorio dell’Alto Milanese, sono presenti e attive società di engineering, studi professionali, professionisti e società di servizi alle imprese.

Il dato è confermato anche da una recente ricerca condotta in Italia da IWG. Più in dettaglio, dalla ricerca emerge il 56% degli intervista dichiara di lavorare abitualmente in un luogo diverso dalla sede principale dell’azienda, il 41% sostiene di utilizzare spazi di lavoro flessibili una volta alla settimana.

Addirittura l’80% degli interpellati indica nel fattore produttività la chiave vincente del lavoro flessibile: lavorare in luoghi diversi rispetto al classico ufficio, sembra aumenti l’efficienza produttiva. Produttività che va di pari passo con la soddisfazione del lavoratore, che aumenta, per il 71%, lavorando da remoto.

Smart working significa anche adeguarsi con tempestività alle richieste del mercato: dal campione intervistato, si evince che, tra i motivi principali per cui si ricorre allo smart working vi è la capacità di rispondere rapidamente alle tempistiche dei mercati in cui si sviluppa o si contrae il business, sfruttando il fattore competitività, garantito da “uffici flessibili”, che garantiscono una presenza capillare sui mercati internazionali, mantenendo un filo diretto con la sede principale dell’azienda.

Da non trascurare, tra i motivi che depongono a favore del lavoro flessibile, anche gli aspetti legati ai costi di gestione degli uffici.

Secondo gli intervistati, questa modalità di lavoro comporta minori costi di gestione immobiliare, con conseguente capacità di liberare capitali da investire nella crescita. Tra i fattori positivi che depongono a favore di spazi alternativi in cui lavorare sono da annoverarsi, sempre secondo il campione demoscopico, l’ottimizzazione dei costi, la riduzione dei tempi improduttivi legati al pendolarismo e, laddove gli utilizzatori sono nuove imprese e start up, il minor rischio legato agli investimenti iniziali.