Corefab apre le porte agli smartworker per la Settimana del Lavoro Agile

Anche quest’anno, dal 21 al 25 maggio, si rinnova l’appuntamento con la Settimana del Lavoro Agile.

L’iniziativa del Comune di Milano per il secondo anno promuove il fenomeno dello Smart Working, un approccio innovativo all’organizzazione del lavoro in cui sempre più città “intelligenti” investono.

Corefab ne è protagonista, mettendo a disposizione di imprenditori, professionisti e lavoratori alcuni spazi e servizi per testare questa nuova modalità di gestione del proprio tempo-lavoro e di conciliazione tra la vita privata e quella lavorativa.

Gli ambienti di coworking come Corefab rendono ancora più agevole e produttivo il lavoro agile, in quanto assicurano un’esperienza di lavoro e di aggregazione basata sulla condivisione degli spazi, sulla circolazione delle idee e delle competenze e sul networking favorito dall’ampliamento della rete relazionale.

Partecipare alla Settimana del Lavoro Agile è facile: si può prenotare una giornata di coworking gratuita attraverso la piattaforma dedicata (http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/vivicitta/qualitavita/lavoro_agile), cercare spazi di lavoro più vicini alla propria abitazione e visualizzarne le caratteristiche, prenotare direttamente la postazione di lavoro, segnalare come è stata l’esperienza nello spazio di lavoro e avere tutto il supporto necessario attraverso email, chat e telefono.

Stando ai dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel 2017 il lavoro agile ha subito un balzo in avanti del 14% e gli smart worker in Italia hanno superato il tetto dei 300mila a dimostrazione di un fenomeno in crescita ed evoluzione che inizia ad attirare l’attenzione anche della pubblica amministrazione, a partire da quella centrale.

Ad aver lanciato progetti in questo senso è il 36% delle aziende rispetto al 30% dell’anno precedente e ben una su due è intenzionata ad avviarne, anche se le iniziative che portano a vero ripensamento complessivo dell’organizzazione del lavoro riguarda solo il 9%. Anche un recente sondaggio di Manageritalia, svolto su un campione di 1.200 manager, rileva che circa il 20% delle imprese ha già adottato forme di lavoro a distanza, al fine di realizzare una maggiore flessibilità dell’organizzazione e migliorare la conciliazione vita privata e professionale dei manager. L’interesse per il lavoro agile aumenta anche tra le pmi, ma con un approccio più informale: il 22% ha in corso progetti di smart working, ma solo il 7% con iniziative strutturate; infine, il 53% di queste aziende ritiene il lavoro agile poco applicabile alla propria struttura produttiva.

Stiamo comunque parlando di numeri di tutto rispetto, in grado di coinvolgere una platea di 300 mila lavoratori, pari all’8% del totale.