ufficio liquido Milano Cormano

Ufficio liquido e Coworking!

Ufficio liquido: Cos’è? Può essere la soluzione post Covid?

Quando si parla di ufficio liquido si intende una prospettiva totalmente diversa dell’ambito lavorativo e occupazionale. Il mondo del lavoro oggi tende a togliere i paletti per diventare flessibile, personalizzabile e molto più autonomo.

In modo particolare il concetto di posto di lavoro sta mutando profondamente. Ora come ora siamo più consapevoli del fatto che possiamo lavorare da casa, dal mare, dalla montagna, in ufficio, al bar senza rinunciare alla collaborazione con i colleghi che possono essere raggiunti in ogni luogo attraverso le piattaforme di condivisione virtuale.

Negli ultimi mesi è sempre più evidente come, man mano, si stia affermando il lavoro da remoto e i grandi edifici stracolmi di uffici chiusi e molto frequentati stiano diventando obsoleti. Si prende consapevolezza anche dei costi che essi comportano in termini di affitti, utenze, responsabilità e sicurezza.

A conti fatti è evidente come le aziende si stiano affacciando a soluzioni meno costose che permettano di liberarsi delle incombenze di gestione le quali inevitabilmente generano nuovi costi e nuove criticità.

L’ufficio liquido è un concetto nuovo che però abbiamo a disposizione da anni. La nascita del primo coworking risale al 2005, sebbene in Italia sia arrivato diverso tempo dopo, certamente non doveva servire una pandemia per farci aprire gli occhi su una prospettiva di lavoro totalmente differente e più performante.

Performante perché ci siamo presto accorti che l’abbattimento dei muri e delle barriere orarie aumenta la produttività e, se ben gestita, fa crescere anche la curva delle opportunità che possono nascere da un maggiore coinvolgimento del dipendente nell’intero business dell’azienda.

Occorre essere molto attenti però perché, se da una parte l’ufficio liquido si adatta facilmente a tempi e spazi, dall’altra parte rischia di far perdere i contatti e le connessioni spostandole in aree virtuali poco umane e molto fredde.

Creare nuove abitudini, nuovi momenti di condivisione permette di mantenere salda la fiducia dei propri dipendenti evitando così di perderli nell’eccessiva fluidità del tempo.

Le parole d’ordine in questa nuova era diventano flessibilità e creatività! E’ la rivincita della libertà sulle gerarchie aziendali, la rinascita di attività temporanee che mutano nel tempo, contratti sempre meno vincolanti sia per aziende che per dipendenti, metodologie di lavoro più orientate al raggiungimento degli obiettivi e meno agli orari standardizzati.

Uffici-aperti-coworking-Corefab-Cormano-Milano-300x158 Ufficio liquido e Coworking!

Siamo ufficialmente davanti al mondo del lavoro del futuro che è già ormai PRESENTE, dove le sedi operative potrebbero davvero sparire e con loro anche il concetto di giornata lavorativa di 8 ore fisse. Ogni luogo diventa lo spazio adatto, i tempi si dilateranno e si adatteranno alle nostre esigenze e necessità. La capacità organizzativa sarà la prima skills richiesta perché con una non definizione del tempo sarà fondamentale sapersi riorganizzare in funzione degli obiettivi.

Avremo nuovi strumenti digitali, nuovi software e soprattutto cercheremo nuovi luoghi per lavorare comodi, aperti, smart e soprattutto che ci mettano in connessione con altri professionisti in grado di dare un valore aggiunto al nostro business.

L’ufficio liquido è quello spazio di lavoro che si adatta, si modifica continuamente e si muove con facilità e fluidità.
In questo momento gli spazi di coworking permettono la realizzazione in tempo reale di questa nuova realtà fornendo in primo luogo lo spazio che stiamo cercando che sia non solo una scrivania ma uno luogo agile in termini di sicurezza, strumentazione e connessione.

Il coworking non è un semplice luogo per lavorare, è il primo momento dove poter fare rete, accrescere le proprie competenze, formarsi e ricevere input stimolanti per dare forme nuove al proprio business. Confrontarsi con realtà diverse aumenta la capacità critica e fa volare in alto il numero di opportunità.

Attenzione, perché come abbiamo già detto, questa nuova realtà in un attimo può trasformarsi in un incubo!

Il telelavoro, la trasformazione digitale e il mondo virtuale sono certamente diventati prepotentemente una parte della nostra quotidianità ma nulla può sostituire il confronto umano e l’arricchimento che ne deriva da esso. La possibilità di connettersi da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento non deve rischiare di far allungare troppo il filo che tiene unito il team.

Coworking-Cormano-Uffici-300x169 Ufficio liquido e Coworking!

Qualsiasi sia la strada che si intraprenda per rivoluzionare il proprio modo di lavorare, non bisogna mai abbassare la percezione della presenza umana sia in termini di motivazione dello staff che di continuità di comunicazione. Chiamate, meeting, appuntamenti fisici periodici e continuativi sono fondamentali per tenere le redini di un progetto dando sempre la giusta importanza all’apporto di ognuno.

L’emergenza Covid ha costretto le aziende a rivedere ogni concetto di lavoro radicato nella sua cultura, ma da qui si può partire per riscrivere e valutare seriamente la possibilità che l’ufficio liquido sia una concreta possibilità.

 
team aziendale in Corefab

Il Team è la strategia!

La strategia giusta nasce dal proprio team. Motivazione e nuove opportunità per la ripartenza.

Il periodo post pandemico è il più critico per le imprese che per mesi si sono ritrovate ad affrontare una realtà totalmente diversa da quella a cui erano abituati.

E’ importante iniziare ora, Il-ruolo-del-team-aziendale-300x252 Il Team è la strategia!senza attendere dopo l’estate, con una strategia che faccia innescare il motore della ripresa partendo dalla ricostruzione interna. E’ lo staff che in prima linea mette il suo impegno, la competenza e la motivazione, fondamentali per raggiungere gli obiettivi aziendali da perseguire.

Il periodo appena trascorso ha cambiato improvvisamente la vita di tutti e ha modificato anche la quotidianità dei nostri collaboratori e dipendenti.

L’ansia, lo stress, la mancanza di coinvolgimento o lo scarso apprezzamento nei confronti dell’impiego sono fattori che portano tutti a combattere la stessa battaglia, ovvero l’assenza di motivazione. Spesso tutto questo non è dovuto al lavoro in sé e per sé, ma all’ambiente che si è venuto a creare. Ambiente che ora è diventato sempre più artificiale considerando che molte delle comunicazioni e dei confronti si sono spostati in stanze virtuali.

L’azienda che comprende che mettere “le persone al centro” significa circondarsi di collaboratori efficienti e felici, preparati e stimolati, creativi e propositivi, avrà a disposizione idee fresche e innovative sul Business Plan della Ripartenza.

Le persone sono le risorse più importanti di un’organizzazione.

Un buon leader,Teambuilding-Cormano-Milano-team-300x202 Il Team è la strategia! che sia l’imprenditore stesso oppure un manager o un capo area,  può attivare una serie di strategie inclusive che aiutino la coesione del team il quale, interagendo e con obiettivi chiari, si ritrova ad essere parte integrante del piano di sviluppo.

Investire nella motivazione di un gruppo di lavoro comporta svariati vantaggi di cui spesso si è inconsapevoli. Lavorando su almeno quattro aspetti della sfera psicologica (personale e sociale) delle persone con cui si collabora è possibile riattivare il meccanismo naturale che riporta l’azienda alla normalità e successivamente alla crescita:

  • Relazione: mettere in connessione le persone, facilitare lo scambio di strategie e opinioni, attivare un un clima armonico nel team,
  • Obiettivi: trasformare le strategie e generare obiettivi con una nuova visione e missione generale partendo da essi come input,
  • Stimoli: lavorare sulle emozioni per favorire il lavoro di squadra e la voglia di diventare parte integrante di un nuovo progetto,
  • Consapevolezza: potenziare le competenze individuali ed individuare punti di forza e debolezze per rendere più efficiente l’attività lavorativa.

Le persone che non vengono motivate a sufficienza risulteranno indifferenti alla cultura aziendale e dedicheranno solo il tempo – non l’energia o la passione – al proprio ruolo. Con la maggioranza dei dipendenti non “ingaggiati” nel proprio lavoro, le aziende si troveranno in difficoltà nell’accelerare l’innovazione, la creatività e la produttività.

Non è però semplice sapere come muoversi e attivarsi, ecco perchè occorre iniziare da stimoli poco invasivi e pianificare alcuni passaggi fondamentali:

  1. Ritrovare la fiducia
  2. Rassicurare
  3. Creare insieme nuove opportunità
  4. Divertire

Per poter analizzare nello specifico tutti questi aspetti e far si che diventino parte integrante della nuova strategia di business, è importante affidarsi a professionisti esperiti, psicologi del lavoro o consulenti aziendali che sappiano come veicolare le opportunità nate dal confronto, attraverso percorsi formativi mirati alla crescita prima interna e poi dell’intero comparto aziendale.

  Le azioni che si possono mettere in atto per tradurre questi aspetti in attività concrete e di rapido impatto, sono diverse.

Appurato che bisogna lavorare per riattivare l’Engagement Aziendale, ovvero il coinvolgimento e l’impegno delle persone all’interno della propria impresa, condividerne i valori e la visione, provare un sentimento d’affezione che permetta di trasformare il proprio dipendente in un “ambassador”, ora dobbiamo pensare al COME FARLO?

I fattori strategici a cui dovrebbe mirare ogni azienda sono la Leadership, la Responsabilizzazione, il Coinvolgimento e la Formazione. E se trasformassimo ognuno di questi aspetti in una ricetta? Portando in cucina la metafora della realtà aziendale.

Teambuilding-in-cucina-Milano-Cormano-300x252 Il Team è la strategia!Permettere di dare libero sfogo alla propria personalità trasferendo idee e stimoli in un piatto da studiare, realizzare con altre persone del team, dandogli un nome, una collocazione all’interno del menù e infine condividendolo con i responsabili consegnando un lavoro finito attraverso una presentazione degna di un ristorante stellato, può portare il proprio staff ad uno stimolo sensoriale e creativo importante.

Il lavoro di traduzione di ogni piatto in un risultato concreto per l’azienda è compito del Formatore che accompagna i gruppi di lavoro attraverso un percorso mai invasivo ma sempre di grande stimolo.

E’ con un team building strutturato e studiato insieme all’azienda che si arriva ad ottenere risposte concrete che possano essere messe in pratica subito e con risultati nell’immediato.

Non è settembre il momento per ripartire, dopo l’estate occorre essere già pronti. Ecco perchè pensare di pianificare delle esperienze culinarie virtuali, in totale sicurezza e facendosi supportare da un team di esperiti (formatori, chef e psicologi del lavoro) approfittando del periodo estivo per attivare delle iniziative divertenti e mai scontate, può dare vita alla nuova pianificazione della strategia 2020/2021.

Questo, naturalmente, è solo uno dei modi che i responsabili HR hanno a disposizione per migliorare l’engagement aziendale ma certamente è una delle strade che si possono percorrere per ritrovare la fiducia e la motivazione giusta nei propri dipendenti.

Per maggiori informazioni sulla strategia da adottare e le attività ad essa correlate, puoi trovare ispirazione nella nostra pagina dedicata ai Team Building oppure rivedere il webinair organizzato dal Circolo delle Imprese che ha visto come ospite Enrica Vincenti, la nostra Dott.ssa in Psicologia del Lavoro, il giorno 23 giugno 2020 alle ore 18:30 sulla piattaforma Zoom: https://bit.ly/3fKZv8f

Tavolo di lavoro per strategia di marketing

Il ruolo dei Social Media nella strategia aziendale

Nella strategia aziendale, i social media sono il driver vincente.

In questo periodo fatto di incertezze, ansie e dubbi, gli effetti della pandemia mondiale si stanno riversando sia sui singoli che sulle realtà aziendali più o meno strutturate.

Come abbiamo già anticipato, questo stop obbligato sta permettendo alle aziende di ripensare alla propria organizzazione imparando a vederla sotto punti di vista diversi e scoprendo soluzioni e strumenti nuovi che rendono il lavoro quotidiano anche più efficiente.

Dopo aver ristrutturato internamente il modo di operare e lavorare occorre però mettere mano anche alla strategia aziendale e fare un’analisi dettagliata delle proprie risorse.

I focus si spostano quindi su queste 4 azioni chiave:

  • trovare strategie alternative
  • sfruttare i punti di forza e focalizzare la comunicazione su di essi
  • essere propositivi e trasferire la sensibilità legata al ritorno
  • attivare iniziative di responsabilità sociale

swot-analysis-strategia-aziendale-300x200 Il ruolo dei Social Media nella strategia aziendale

Agli inizi ogni azienda ha prodotto l’analisi SWOT per creare il proprio Business Plan, ma ora occorre rivederla e improntarla sulla nuova pianificazione, sulla gestione dell’emergenza.

Mettere in luce quali sono forze, debolezze, opportunità e minacce renderà più semplice il lavoro e permetterà di pianificare tutte le successive azioni.

Se avete in attivo un buon ufficio marketing o vi è chiara l’importanza della gestione della parte di comunicazione aziendale, certamente nella sezione delle opportunità avrete indicato i Social Network.

Perchè? Ve lo spieghiamo facendo una rapida analisi della situazione globale ai tempi del Coronavirus.

Analizzando il mercato è evidente che la permanenza forzata a casa ha fatto crescere il tempo trascorso davanti a tv, desktop e mobile App. In Italia il traffico in rete è aumentato del 40%  vedendo un incremento esponenziale di social media e messaggistica istantanea. I contenuti che maggiormente vediamo condivisi sono video, live streaming e giochi. Siamo entrati in una dimensione di iperconnessione, in cui la domanda e l’offerta di intrattenimento raggiungono livelli mai visti prima d’ora.

In questo scenario di crisi però la moltissime aziende tagliano o riducono gli investimenti di marketing per abbassare il più possibile l’impatto su fatturato. Altre invece mantengono un marketing piuttosto tradizionale sfruttando i propri canali puramente per informare rispetto alla nuova situazione interna, comunicando orari o l’impossibilità di poter far fronte a tutte le richieste. Si cerca inoltre di inviare messaggi di solidarietà, ma questo tipo di comunicazione ha una breve durata e si colloca in un mare di pessimismo e tristezza che non è certamente parte di una strategia vincente.

E poi ci sono le aziende che alzano la testa e comprendono che questo momento può diventare una vera opportunità.

Coloro che hanno appreso le principali nozioni di utilizzo di questi canali o predisposto un team dedicato al loro studio e sviluppo staranno certamente rivedendo il piano editoriale per trasferire, ove possibile, gran parte della propria attività online.

Chi invece parte da una quasi totale assenza della propria presenza sulle principali piattaforme (Facebook, Instagram, Whatsapp Business, Linkedint, Tik Tok) dovrà adoperarsi al più presto e prevedere una formazione accurata per non rischiare di buttarsi in un’attività nuova e non saperla gestire, con il rischio che invece di essere un’ OPPORTUNITA’ diventi un enorme PROBLEMA.

Non sempre questo è possibile anche perché molte attività non possono improvvisamente decidere di vendere online. Ma la vendita non il fine di questa nuova strategia o perlomeno non nell’immediato.

Prendiamo ad esempio il caso del Pineta Hotel che ha visto, come tutti i suoi colleghi del mondo alberghiero, l’improvviso stop di tutte le attività e che ha attivato subito un programma di interazione con i propri clienti attraverso il blog, le dirette, i video e contenuti utili di cui poter usufruire gratuitamente a casa nel periodo di quarantena sfruttando quindi il proprio sito internet e i social network.

Questo Hotel ha cambiato totalmente il suo focus, realizzando che la strategia di business più efficace puntava alla cura del benessere dei propri clienti….online.

Il livello di interazione è stato così alto che hanno iniziato a ricevere foto e video dagli utenti come sostegno e condivisione, assicurandosi un posto nella mente di questi ultimi che si ricorderanno certamente di questa iniziativa in fase di prenotazione.

E’ palese come l’utilizzo delle piattaforme social sia quindi al centro della programmazione della strategia aziendale e lo evidenziano anche i dati comunicati da Mark Zuckerberg che, in piena emergenza, ha comunicato che Il traffico di chiamate e messaggi su Whatsapp e Messenger è più che raddoppiato in Italia, e negli altri paesi maggiormente colpiti dall’epidemia affermando che

  In Italia il traffico su Whatsapp è ben oltre il picco che di solito si raggiunge a Capodanno e lo è in modo sostenuto nel tempo

Secondo i dati, il tempo trascorso dagli italiani sulle app dell’ecosistema Facebook, che comprende Instagram, Messenger e WhatsApp, è aumentato del 70% dall’inizio della crisi. Nell’ultimo mese lo scambio di messaggi è cresciuto del 50%, mentre le visualizzazioni delle dirette, Instagram e Facebook Live, sono raddoppiate nell’arco di una settimana.

In questo boom mediatico occorre fare alcune valutazioni:

  • I nostri competitors come si stanno muovendo?
  • Quali investimenti economici riesco a mettere a disposizione?
  • Come posso trasferire i valori del mio brand sui canali che ho a disposizione?

Agire tempestivamente, farlo con consapevolezza e creatività, ma senza per questo rischiare di sforare nel qualunquismo o in una errata esposizione mediatica, è certamente la base da cui partire per la riprogrammazione della strategia aziendale che in questo modo diventa il motore che non fa spegnere le attività di business.

Attiviamoci anche per confrontarci e darci idee, fateci sapere come vi state muovendo e quali iniziative avete pianificato per gestire questo periodo di crisi, commentate questo articolo e diamo vita al networking che sappiamo fare molto bene.

Laptop durante smartworking

Diventare Smart per necessità

Smart Working nell’epoca del Coronavirus Covid-19

Com’è cambiata la vita lavorativa di tanti dipendenti di grandi e piccole aziende da quando il virus li ha confinati tutti nelle proprie abitazioni?

Stare a casa è la regola e dobbiamo attenerci a queste disposizioni per poter sconfiggere il Virus e tornare ad una vita normale. Per farlo tantissime aziende si sono mosse per permettere ai dipendenti di lavorare in modalità Smart.

Per assurdo nel 2020 ancora molte realtà aziendali, anche di grandi dimensioni, non accettano nemmeno le più piccole forme di avvicinamento al lavoro agile e ci è voluta una pandemia per muovere i primi passi verso questa direzione.

In tanti hanno scoperto che è possibile la tipologia del lavoro flessibile e che è perfino semplice adottarla apportando dei vantaggi che mai avrebbero immaginato, ma erano lì davanti ai loro occhi.

Non discuteremo se è giusto o sbagliato, non discuteremo del perchè ci sono voluti anni e catastrofi per rendere tutto questo possibile, ma illustreremo 4 semplici consigli da adottare per lavorare SMART in modo semplice ed efficace.

Per prima cosa, occorre attivare subito degli strumenti per non perdere i contatti con il TEAM e i progetti in corso. Un primo tool da poter utilizzare è certamente una piattaforma online dove potersi confrontare utilizzando anche le videochiamate. Abbiamo individuato tra le migliori MICROSOFT TEAMS che permette la comunicazione e la collaborazione a distanza del gruppo di lavoro. E’ utilizzabile in 3 modi diversi:

  • Da Desktop installando l’app sul Pc (solo installando Office 365)
  • Online nella versione web (non è necessario installare nulla sul pc)
  • Da Mobile scaricando l’app sia con Android che IOS

L’utilizzo di Microsoft Teams è gratuito e può ospitare fino a 300 utenti. I vantaggi sono molteplici a partire dalla possibilità di collegare su un’unica piattaforma tutte le persone coinvolte in un progetto dimezzando tempi e azioni, inoltre permette di condividere documenti e file in totale sicurezza. 

Un secondo strumento molto valido, sia ora che siamo in modalità Smart ma da portare avanti anche nella quotidianità della “vita da ufficio”, è certamente TRELLO.

Trello è un software molto semplice e intuitivo che permette di gestire tutti i tuoi progetti e organizzarli al meglio.

Si può utilizzare sia da desktop collegandosi al sito www.trello.com che da mobile disponibile sia per IOS che per Android. In questo modo è possibile lavorare su pc ma avere tutta l’organizzazione a portata di Smartphone.
Anche questo tool è gratuito e permette di condividere con il TEAM i diversi lavori divisi per schede, inserendo tempi di scadenza e priorità assegnando compiti e responsabilità.
Non resta che provarlo subito personalizzandolo in base alle proprie esigenze.

Oltre a questi validi mezzi per ridurre le distanze occorre però adottare anche delle abitudini che permettano di non perdere la reale dimensione di tempi e spazi.

Per chi ha sempre lavorato in un ufficio o un coworking questo cambiamento non è semplice ecco perchè vi consigliamo di agire sull’ambiente di lavoro e la programmazione di un routine:

  • Pianificare delle consuetudini che aiutino a separare il momento lavoro dalla vita personale domestica, per evitare di lavorare H24
  • Se possibile adibire uno spazio fisico dedicato solo al lavoro
  • Preparati come se dovessi andare a lavoro, che si traduce in comodità ma non in pigiama
  • Fissa degli orari di lavoro e rispettali.
  • Evita di mangiare davanti al pc e fai la pausa pranzo. (In una situazione normale sarebbe meglio uscire a fare una passeggiata ma ora rispettiamo le regole e RESTIAMO A CASA).

Infine come ultimo suggerimento c’è quello che riguarda i RAPPORTI UMANI.

Proprio in questo periodo in cui dobbiamo limitare le aggregazioni sociali occorre trovare un modo per accelerare le condivisioni virtuali.

Nella tua organizzazione lavorativa preventiva almeno 1 giorno alla settimana per fare una conference call con i colleghi in modo da confrontarvi sul lavoro svolto, sui progetti in sospeso e rompere il silenzio di casa (o il rumore considerando che molti hanno anche i bambini che gironzolano).

La cosa migliore è avere una call a inizio settimana e una in chiusura in modo che abbiate sempre una cadenza fissa per potervi sentire. Oltre ad aiutare l’organizzazione del lavoro permette di mantenere una routine di relazioni sociali anche se virtuali.

Anche in questa occasione speriamo che, come Corefab vi sia stato utile il nostro aiuto e continueremo a sostenere imprenditori e professionisti attraverso tutti i mezzi a nostra disposizione, in attesa di rivedervi nella nostra Location.

Rimaniamo uniti anche da casa.

 

Evento aziendale formativo in Corefab

Corefab- La formazione che non ti aspetti

Ogni mattina un imprenditore si alza e sa che deve rimanere aggiornato sulle novità del mercato, sui nuovi trend di marketing e comunicazione oltre a riuscire a tenere insieme un team di persone da motivare costantemente.

Ogni mattina un imprenditore sa che dovrà investire ore e denaro nella formazione continua sia sua che di quella del suo staff.

Ogni mattina un imprenditore desidera che aggiornamento, formazione e crescita si possano racchiudere in un unica serata e che sia allo stesso tempo piacevole, costruttiva e bella.

La bellezza che si trova nelle cose semplici a volte ci sembra lontana anni luce dalle incombenze lavorative e invece ora c’è la possibilità di unire una piacevole serata fuori a cena con un percorso formativo strutturato e seguito da professionisti di alto livello.

Queste serate sono appuntamenti periodici che prevedono una tematica che fa da filo conduttore.

Nel 2019 c’è stato un primo ciclo dedicato ai Cambiamenti del mercato e dell’economia moderna mentre il 2020 inizia con un percorso incentrato sull’utilizzo dei Social Network per il Business con 3 incontri divisi tra Facebook, Instagram e Linkedin.

Durante le serate sono presenti 2 importanti figure:

  • Il Formatore, scelto tra i professionisti del nostro Network per curare, approfondire e relazionare argomenti di primaria importanza per gli imprenditori che sono così in grado di confrontarsi e relazionarsi attraverso un dibattito di networking.
  • Il Personal Chef del Team Chef della scuola di cucina Corefood che, abbinando ogni portata ad uno degli argomenti affrontati, conferisce all’evento un livello culinario di eccellenza e accompagna con gusto ogni momento formativo.

L’obietivo di Corefab si concretizza quindi mettendo a disposizione degli imprenditori competenze, spazi e metodologie di apprendimento innovative e sempre più SMART per poter essere un reale punto di riferimento e motore di crescita per il business che si sviluppa all’interno della nostra rete.

Ogni appuntamento con le cene formative è supportato da partner territoriali selezionati tra le migliori realtà legate al mondo del Business e con loro si costruiscono progetti formativi che partono dalle esigenze primarie degli imprenditori.

I prossimi appuntamenti con le cene formative sono:

Facebook for Business – Martedì 14 Gennaio 2020
1. Aperitivo: Che ci faccio qui? Perché essere sui social è un’esigenza anche per le aziende che fanno solo B2B
2. Primo: Conosci te stesso. L’identità aziendale è il primo asset dell’imprenditore. Su Facebook bisogna avere una linea argomentativa e grafica coerente con essa.
3. Secondo: Best Practice e casi di successo, imparare dai migliori.
4. Dolce: sì, ma quanto costa? Analisi di una buona offerta social.

Instagram for Business – Martedì 11 Febbraio 2020
1. Aperitivo: Il social scartato dagli imprenditori sta diventando preminente
2. Primo: Dillo con una foto. Anche se fai bulloni.
3. Secondo:Che ci faccio io qui? Per una presenza consapevole su Instagram
4. Dolce: Tutto molto bello, ma mi conviene?

LinkedIn for Business – Martedì 10 Marzo 2020
1. Aperitivo: Sei sicuro di aver capito il social per il lavoro?
2. Primo: Se famo du spaghi. Il provincialismo e la piaga dell’imprenditore imbruttito.
3. Secondo: LinkedIn e la ricerca di talenti, una missione impossibile?
4. Dolce: Fatturato e LinkedIn, che rapporto tra i due?

Vi aspettiamo a cena!!! Info: http://bit.ly/2PSCWVt

Volto dipinto

Nuove forme di inclusione!

Anche nel mondo del Business, l’inclusione è un tema da affrontare con le giuste strategie.

Si parla spesso di come poter coinvolgere e integrare tutti gli individui di una stessa comunità, anche nel mondo del lavoro.

Persone con esperienze diverse, competenze trasversali e storie personali che possono arricchire la realtà lavorativa in cui ci troviamo, fornendo idee, attitudini e proposte nuove da cui ripartire e crescere insieme.

La vastità delle personalità che si trovano in una stessa azienda, è fonte di ricchezza per il futuro dell’impresa che si trova a poter usufruire di differenti abilità date, non solo dalla preparazione scolastica o dall’esperienza lavorativa acquisita nel tempo, ma dalla propria storia personale ed emotiva.

E’ sempre più evidente come il Team sia vero traino, il motore di ogni attività di business. La prima grande community su cui investire, pianificare e mettere in pratica iniziative concrete.

Il potenziale cliente lavora già con noi quindi è da lui che occorre partire. Analizzare, targhettizzare, agire.

Negli anni sono nate tante iniziative mirate a favorire il benessere aziendale.

Il ruolo della presenza femminile, per esempio, è stato preso come riferimento per valorizzare e favorire una categoria fino ad oggi penalizzata, spesso per le responsabilità familiari che cambiano nel corso del tempo. Oggi le mamme che lavorano, in sempre più realtà, sono viste come un vero punto di forza.

Le capacità di problem solving, l’analisi del linguaggio del target a cui si riferiscono, la rapidità nella risoluzione di problematiche complesse, sono finalmente riconosciuti come requisiti di merito.

Ecco perché si cerca di creare situazioni sempre più favorevoli, come per esempio la possibilità di lavorare in Smart Working o, ancora più recente, una forma di lavoro per obiettivi e con orari liberi dove è il dipendente a dover/poter organizzare la propria giornata e i propri orari in funzione degli obiettivi aziendali da raggiungere.

E’ inoltre di questi giorni la notizia che nelle aziende del gruppo Kering, dal 1 gennaio 2020, anche i papà potranno usufruire di un congedo parentale di 14 settimane retribuito al 100%, a partire dalla nascita o adozione di uno o più bambini.

L’azienda ha comunicato:

Questa iniziativa all’avanguardia rientra nell’impegno del Gruppo verso la parità di genere, il benessere sul posto di lavoro e l’equilibrio tra vita privata e professionale

Sempre un utopia? No è realtà.

Per fare questo però occorre dedicare del tempo alla conoscenza del proprio Staff.

Le imprese hanno sempre molto bisogno di migliorare il clima e la fiducia reciproca o nell’azienda stessa.

Si possono quindi attivare degli interventi mirati, comunemente chiamati TEAM BUILDING.

La cucina è certamente uno dei luoghi più adatti per realizzare un team building efficace perché è grado di rispondere ai principali bisogni formativi individuati dalle aziende allenando le soft skills dei dipendenti (ovvero le competenze trasversali non legate ai titoli di studio):

  • capacità di comunicare (ascoltare, persuadere, interagire)
  • creatività e curiosità
  • entusiasmo, buon umore e pazienza
  • collaborare per un obiettivo comune
  • coordinamento di un team
  • potenziare la fiducia in se stessi e nel gruppo sviluppando doti di leadership
  • scoprire e/o accettare l’aiuto degli altri
  • capacità di ideare soluzioni nuove davanti a improvvise criticità

Scegliere un percorso formativo/conoscitivo come il Cooking Team Building significa innanzitutto orientarsi verso un percorso polisensoriale (ciascuno dei 5 sensi sarà inevitabilmente coinvolto nelle diverse attività) per poi contemporaneamente utilizzare risorse strategicamente importanti come la capacità di organizzazione, l’attitudine, il metodo e lo spirito di iniziativa.

Durante questo tipo di attività si comprende che dentro un gruppo forte si vale di più e il team diventa così la leva organizzativa per affrontare in modo flessibile mutamenti, criticità e innovazioni.

Tutto questo è possibile divertendosi, abbattendo i ruoli tradizionali e rendendo tutti protagonisti, facendo diventare un momento formativo una reale esperienza di crescita e miglioramento.

 

Checco zalone

Il Digital Marketing nella filiera Agroalimentare

Le opportunità della comunicazione Digital per gli operatori della PMI nel settore agroalimentare e largo consumo.

Venerdì 15 Febbraio in Corefab si è tenuto il primo incontro organizzato da Assolombarda per gli imprenditori della filiera Agroalimentare.

Durante l’incontro Fight Eat Club, portale dedicato alle sfide culinarie fra cuochi amatoriali, ha presentato insieme alla nostra Scuola di Cucina Corefood, lo scenario del mercato digital italiano e le numerose opportunità che si possono presentare agli operatori di questo settore.

Ma cos’è il Digital Marketing?

Si tratta dell’insieme delle attività di marketing che utilizzano i canali Web per sviluppare la propria rete commerciale, analizzare i trend di mercato, prevederne l’andamento e creare offerte sul profilo del cliente TARGET.

Fight Eat Club, presente sul mercato con un’attività di video editing e un proprio marketplace di prodotti enogastronomici ha approfondito i trend digitali del settore agrofood e dei suoi prodotti di largo consumo, mettendo in evidenza che lo scenario italiano è ancora molto immaturo di fronte alla vasta possibilità di comunicazione sia online che offline.

Il mercato italiano vede l’88,7% della popolazione collegata ad Internet utilizzando quasi esclusivamente uno smartphone (80%), il fatturato e-commerce che cresce del 10% e una spesa media per famiglia nel mercato alimentare che si aggira intorno a 440€ al mese ovvero il 14,2% del budget familiare.

Nonostante questo, le vendite online di beni in Italia, in rapporto ai 59 milioni di popolazione, ci collocano tra i mercati immaturi, come Spagna e Polonia, con strutture commerciali in rete decisamente sottosviluppate, inoltre il 71% dei produttori italiani NON ha un profilo Social e/o un e-commerce asserendo come motivazioni la questione legata ai costi, allaSpazio-formazione-Cormano-300x225 Il Digital Marketing nella filiera Agroalimentare gestione delle spedizioni online, i metodi di pagamento e altre “scuse” che impedirebbero anche solo di pensare ad un’evoluzione del proprio metodo di lavoro.

Fight Eat Club ha presentato la propria proposta di comunicazione digitale che integra tutti i canali di divulgazione online attraverso sfide tra chef amatoriali i quali, utilizzando i prodotti forniti dai produttori della filiera, si mettono in competizione realizzando piatti sulla base delle tematiche suggerite dalla sfida.

In questo caso vengono sfruttati anche i canali offline, fondamentali per permettere ai produttori di dare visibilità “dal vivo” al proprio prodotto. Ecco perché Corefood è una delle location ideali dove poter portare i migliori chef amatoriali a sfidarsi davanti ad un pubblico che li potrà giudicare sia in location che sul sito, dove la sfida viene trasmessa in streaming.

Comunicazione online e offline si integrano per poter ricoprire, in un solo evento, tutte le opzioni di digital marketing.

Prima di buttarsi in questo tipo di attività occorre però essere preparati. Ecco perchè durante questo incontro, Stefano Galignani di Focus, ha illustrato l’importanza di avere un approccio strategico del business.

Tra le priorità dell’imprenditore che si approccia a questa nuova dinamica di comunicazione c’è l’analisi del posizionamento sul mercato, la creazione di un’organizzazione aziendale robusta e, non da ultimo, un controllo economico–finanziario tanto puntuale quanto efficace.

La mattinata si è poi conclusa piacevolmente davanti ad una vera sfida ai fornelli tra due chef amatoriali, organizzata in diretta live da Fight Eat Club, che ha dato vita ad un vero momento di networking e condivisione tra gli operatori del settore dando vita a nuove collaborazioni e crescita per tutti.

Certamente questo è solo l’inizio di una lunga strada che parte dalla formazione, si sviluppa in un cambio di mentalità consapevole e cresce fino a creare relazioni con nuove realtà di marketing e comunicazione.

Ne riparleremo il 19 marzo durante il primo incontro formativo con gli attori del settore agroalimentare e cui seguirà un momento di networking con food blogger, influencer e digital expert.

Due pupazzi spaventati dal blue monday

I 5 modi per sopravvivere al Blue Monday

La giornata mondiale della tristezza ha un nome, è il #BlueMonday.

Il ritorno dalle vacanze di Natale è sempre uno shock e riprendere i ritmi quotidiani può provocare uno stress non indifferente. Siamo scontrosi, antipatici e vediamo tutto nero. Non abbiamo voglia di alzarci, fuori è buio, i bambini strillano e i mezzi pubblici saranno certamente in ritardo. Insomma davanti a noi lo scenario che si presenta non è proprio roseo.mamme-panico-300x234 I 5 modi per sopravvivere al Blue Monday

Il tempo grigio e umido non contribuisce certamente all’umore ed è così traumatico che, ormai da qualche anno, il terzo lunedì di gennaio è stato proclamato Blue Monday, ovvero il giorno più triste dell’anno.

Come fare a sopravvivere a questa giornata senza gioia? Vi diamo qualche consiglio in anticipo così potrete prepararvi!

  1. Chi ben comincia è a metà dell’opera! Prepara la sera prima una bella tavola per la colazione, ricca di fibre, colori e profumi. Non attendere il mattino per imbandire la tavola perché con i bambini che non si vogliono alzare, vestire e preparare non avrete molto tempo e una colazione frettolosa diventa antipatica per tutti. Fai trovare una bella spremuta, brioche o  anche un bel pandoro avanzato da Natale con marmellata ai frutti di bosco (senza zucchero perché dopo le feste siamo tutti a dieta!), allestisci con le Mug più simpatiche che hai e ti accorgerai che iniziare la giornata così sarà totalmente diverso e vi regalerà un umore nuovo.
  2. La lista dei buoni propositi. Se non l’hai ancora fatta, prendi una bella agenda nuova e colorata e fai la lista degli obiettivi dell’anno. Metti in evidenza tutte le mete che vuoi raggiungere sia nella vita professionale che quella privata. Ricorda che devono essere tutti obiettivi realmente realizzabili, concreti e chiari prima di tutto a te. Non lasciarti abbattere, pianificali trimestralmente in modo che tu possa verificarli ed eventualmente modificarli un po’ alla volta.
  3. Programma del tempo per te. Pianifica subito 2 o 3 appuntamenti dedicati a te ed esclusivamente alla bellezza della tua persona. Parrucchiere, estetista, massaggi o un pomeriggio alle terme. Sapere di avere in programma qualcosa che gratifica corpo e mente è psicologicamente un rimedio naturale a qualsiasi stress.
  4. La musica è la tua alleata. Se il viaggio in macchina o sui mezzi  pubblici è lungo e noioso, è il momento di dotarsi di cuffie pratiche e comode per ascoltare la tua musica preferita. Crea la tua playlist di viaggio che ti accompagnerà nei tragitti più antipatici. Isolati un po’ dal mondo, che non fa mai male, per poi ripartire carichi. Scegli la musica che ti fa ballare, cantare e pensare a ciò che ti rende felice ed evita le compilation strappalacrime. Sarà rigenerante.
  5. Fatti un regalo. E’ tempo di saldi e quindi possiamo anche concedercelo un piccolo capriccio. Facciamoci un regalo, quello a cui stiamo dietro da tempo e che ora potrebbe essere diventato più accessibile. Mettiamocelo addosso, al polso o in un qualsiasi luogo in cui possa essere visibile spesso durante la giornata. Osservarlo o anche solo incrociarlo, permetterà di strapparci un sorriso anche nelle giornate più storte.

Il nostro decalogo di consigli utili per trascorrere questa giornata (ma anche tutte le altre) con un sorriso evitando di brontolare come una pentola di fagioli, noi te lo abbiamo regalato! Ora sta a te prendere in mano la giornata e dagli una luce nuova. Ci proviamo?

Laptop caffè e notepad e caffe

Come scrivere il messaggio di “Out of Office ” durante le vacanze.

5 regole per scrivere al meglio il messaggio di “Out of office” nella vostra casella mail.

Quando andate in vacanza il lavoro “dovrebbe” fermarsi, i pensieri si indirizzano verso i propri cari, la famiglia, il tempo libero e l’unico obiettivo è rilassarsi.

Rilassarsi significa anche staccare dalla vita di tutti i giorni, dai pensieri quotidiani ed evitare di farsi rincorrere dai pensieri legati al al lavoro. Se la tua assenza è stata organizzata per bene allora puoi procedere con l’inserimento del messaggio di “Out of Office” che tutti i tuoi contatti riceveranno automaticamente ogni volta che, durante le tue vacanze, invieranno una mail alla tua casella di posta.

Per far sì che non risulti una mail antipatica con il rischio di abbassare drasticamente la qualità della nostra professionalità, è bene ricordare 5 regole fondamentali:

  1. Indicare chiaramente il periodo di assenza e il giorno esatto in cui si rientrerà operativi, visto che quest’ultimo potrebbe non coincidere con il giorno di fine ferie.
  2. Per molte professioni è necessario indicare un numero di telefono per le emergenze. Può essere quello del collega che non va in ferie o di un centralino che può rispondere in maniera immediata alle prime basilari necessità.
  3. Valutare il proprio pubblico di riferimento ed inserire, se necessario, la traduzione in Inglese del messaggio.
  4. Non limitarsi a dire che si è assenti facendo presupporre che ignorerete ogni tipo di contatto umano ma specificate che avrete limitato accesso alla mail, così da far capire che potrete rispondere ma non tempestivamente.
  5. Evitare qualsiasi forma di ironia se il vostro pubblico non rientra totalmente in questo specifico target. Meglio essere professionali, precisi e brevi.

E’ molto semplice, meglio non scordare queste brevi consigli per evitare di perdere la credibilità su cui avete lavorato tutto il resto dell’anno.

ingranaggi del business

Con la BPO digitalizzare si può, anche in outsourcing.

Parliamo di BPO (Business Process Outsourcing) con il nostro coworker Marco Torti, general manager della SolGem, una realtà nuova di consulenza e servizi, nata nel 2018, ma che affonda le proprie radici negli anni che hanno visto le profonde trasformazioni ed evoluzioni delle metodologie informatiche applicate al più ampio settore dei servizi aziendali.

«Cioè tutti quei servizi che le imprese affidano all’esterno per la dematerializzazione e la gestione della digitalizzazione, conservazione digitale, lettura automatica del dato, back office verticale e specilistico», spiega Torti.

Qualche esempio?

«Per un importante cliente del settore non profit stiamo sviluppando un progetto per la consultazione on line tramite portale documentale dedicato,  di tutti i versamenti effettuati dai donatori; ci occupiamo della scansione del modulo compilato, del bollettino o della ricevuta bancaria, e aggiorniamo l’anagrafica dell’associazione in tempo reale».

Ma come funziona un processo BPO?

«Il Business Process Outsourcing è il processo attraverso il quale un’azienda, generalmente di dimensioni medio-grandi, trasferisce attività gestionali all’esterno affidandole a un partner (outsourcer) altamente specializzato, al fine di manlevare le risorse interne da attività non direttamente orientate al core business aziendale. Ciò si traduce in un forte abbattimento dei costi gestionali ed in una riqualificazione professionale del personale aziendale a funzioni considerate a valore aggiunto». E’ chiaro, allora, il motivo per cui SolGem, che impiega le tecnologie digitali più evolute, è il  partner ideale nella gestione di tutte le attività di back office, data entry, digitalizzazione, customer comunication management. «Per una grande società della ristorazione collettiva stiamo gestendo la campagna di customer satisfaction basata sulla somministrazione di 150.000 questionari che dobbiamo stampare, postalizzare, distribuire alle mense servite e, una volta ritornati compilati, scannerizzare per la lettura ottica dei dati ed elaborare il risultato finale, da fornire al management della società», aggiunge Torti.

Per la consulenza in ambito BPO Solgem è partner di eGlue (70 dipendenti con sede a Segrate), che lavora con le grandi aziende, svariate multiutilities e gestisce la stampa digitale, la postalizzazione massiva e il documento dinamico.

eGlue è specializzata in CCM, cosa significa?

«Il Customer Comunication Management (CCM) consiste nell’insieme delle strategie che migliorano la creazione, la distribuzione, l’archiviazione e il recupero di comunicazioni personalizzate e di comunicazioni di business, siano essi in formato elettronico oppure fisico, scambiati fra aziende e clienti e fra azienda e azienda. La definizione ricomprende comunicazioni i cui contenuti vengono acquisiti da una molteplicità di fonti, vengono trasformati e adattati ai formati resi disponibili dalla tecnologia e sono distribuiti attraverso una molteplicità di canali, quali e-mail, sms, dispositivi mobili, pagine web, social media e stampa».

Intervista realizzata da Daniele Garavaglia – Corefab.