IOT e Big data: è realtà anche per la termoidraulica

Negli anni ’80 sono stati i computer e poi l’avvento di internet a rivoluzionare le logiche e le modalità di interazione tra persone e oggetti. Oggi sono termini quali cloud, IoT e Big Data che hanno e stanno modificando sempre di più le modalità con cui i lavoratori utilizzano le applicazioni interagendo con i propri colleghi, clienti, fornitori ma anche con i prodotti stessi. Un cambiamento continuo e rapido che ha incominciato da qualche tempo ad interessare un mercato per sua natura statico e fermo nelle sue convinzioni come quello della termoidraulica e dei suoi operatori che stanno man mano comprendendo che è necessario abbracciare velocemente le innovazioni portate dall’evoluzione continua della tecnologia.

L’Internet of Things, l’interconnessione degli oggetti continua nel suo percorso rivoluzionario. Oggetti che pur essendo statici ci offrono dati, i cosiddetti Big Data, da cui poter trarre informazioni importanti per offrire un servizio migliore, continuano ad aumentare di numero. I prodotti sono oramai intelligenti e in grado di comunicare tra di loro in real time e in maniera precisa e puntuale. Chi non ha mai sognato di poter avere caldaie intelligenti in grado di poter comunicare direttamente al centro di assistenza eventuali guasti in maniera istantanea?

«A questa domanda che solo qualche hanno fa sarebbe sembrata fantascienza, ora possiamo fornire risposta affermativa», dichiara Paride Besazza, direttore commerciale di ADAclima. «Ma non solo. Grazie a queste tecnologie, a queste innovative soluzioni possiamo essere in grado di realizzare servizi e prodotti che rispondano sempre di più alle crescenti esigenze dei consumatori. Il mondo della termoidraulica sta rispondendo rapidamente a queste necessità. Caldaie intelligenti, connessione e controllo tramite dispositivi mobili, ad esempio, per quello che riguarda gli utenti finali. Esecuzione e chiusura dell’intervento, programmazione e richiesta delle manutenzioni tramite tablet per i centri di assistenza tecnica. Queste le innovazioni che stanno permeando sempre di più il nostro settore».

Non si tratta più di concetti irreali, immaginari e lontani ma di fattori che impattano sempre di più la quotidianità. 500 miliardi di dispositivi connessi1 nel 2030 e una quota di mercato dell’IoT che raggiungerà, in Italia, l’1,1% del Pil sempre nel 2030. Questi sono i numeri che rappresentano perfettamente l’importanza di questa rivoluzione. Dispositivi connessi che verranno utilizzati dai centri di assistenza tecnica per svolgere il proprio lavoro, che vedrà sempre meno valigette e compilazioni manuali e sempre più strumenti tecnologici come i tablet. I manutentori, gli installatori e i CAT non evitano più la tecnologia perché sono i produttori e i clienti finali a richiederlo.

»Gli utenti finali sono alla ricerca della massima ottimizzazione del tempo e per loro abbiamo realizzato l’applicazione ADAclima App che gli consente, senza la perdita di decine di minuti al telefono, di richiedere un intervento straordinario o una manutenzione programmata semplicemente dalla sedia dell’ufficio», conclude Besazza. «I centri di assistenza sono alla ricerca di digitalizzare gli adempimenti burocratici, di rispondere e svolgere rapidamente agli interventi e di conservare in sicurezza i propri documenti. La soluzione ADAclima permette loro di ottenere un’ottimizzazione del tempo e un risparmio che, in media, può raggiungere gli 8 mila euro annui. Un dato non trascurabile a nostro avviso». Grazie ad ADAclima, la soluzione di gestione completa che fornisce dai tablet dotati di firma grafometrica, ai servizi e alle funzionalità hardware e software e all’applicazione per l’utente finale, un centro di assistenza tecnica moderno può, sfruttando appieno gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione, creare valore tangibile alla propria professionalità e competenza.

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By | 2018-04-27T16:52:54+00:00 gennaio 19th, 2017|Categories: Business|0 Comments

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